Boschi prova a ricucire: "Mettono veti su di noi ma restiamo aperti al dialogo"

L'esponente di Italia Viva sulla crisi di governo: "Noi volevamo e vogliamo fare accordi. Quando avranno finito con il mercato delle poltrone, se vorranno, potranno parlare con noi".

Maria Elena Boschi e Conte
Maria Elena Boschi e Conte
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21 Gennaio 2021 - 13.47


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I renziani hanno rotto. Ma adesso con le porte chiusa da parte della maggioranza rischiano di essere tagliati fuori da tutto e di avere grandi difficoltà in caso di elezioni anticipate.
Per questo alternano attacchi ad aperture: andare a caccia di voti in Parlamento non fa bene “alla credibilità del premier”. Maria Elena Boschi in una intervista a La Stampa dice che i senatori di Italia via terranno, “ne sono convinta”, e giudica “singolare” che Conte ed ex alleati di governo chiudano la porta:
 “Non trovano voti e mettono veti?”. In ogni caso, assicura, “noi volevamo e vogliamo fare accordi. Quando avranno finito con il mercato delle poltrone, se vorranno, potranno parlare con noi”.
“Conte si era preso una settimana per formare una maggioranza al Senato. Non ci è riuscito. Non so se sia la strada giusta provarci ancora. Un premier dovrebbe occuparsi di vaccini, scuole e lavoro. Non di come acquisire il consenso dei senatori con trattative infinite. Comunque quando avranno finito con il mercato delle poltrone, se vorranno, potranno parlare con noi. Noi siamo quelli che si dimettono, non che chiedono posti”, dice la capogruppo di Iv.
Ma per voi si può riprendere un dialogo con questa maggioranza e con questo premier, se saranno disponibili? “Vedo che il premier non vuole. E che la maggioranza pone la condizione di cacciare Renzi da Italia Viva. Non trovano i voti e mettono i veti? Curioso e singolare atteggiamento. Comunque noi siamo sempre pronti al dialogo”, ribadisce.
Boschi si dice sicura che il gruppo di Iv terrà: “Si, ne sono convinta. Ma soprattutto mi colpisce che l’obiettivo del governo sia diventato combattere Italia Viva, anziché combattere il virus. I nostri colleghi parlamentari sono persone di livello e qualità, chi le considera un numero per il quorum compie un errore e manca loro di rispetto”.

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