Italia Viva sarà compatta? Alcuni renziani tentati dal ritorno al Pd

La scelta dell'astensione anche al Senato dovrebbe salvaguardare l'unità del gruppo. In realtà...

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18 Gennaio 2021 - 20.43


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Ore ad alta tensione all’interno di Italia Viva di fronte alla chiusura in aula da parte del premier Giuseppe Conte per cui è “non cancellabile” quanto accaduto.

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Al momento la linea dell’astensione resta confermata: oggi alcuni deputati che chiedevano di votare no alla fiducia dopo la “porta in faccia” di Conte, sono stati invitati a “non cadere nelle provocazioni”.

Un messaggio condiviso da Renzi che lavora a tenere uniti i suoi.

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E l’astensione serve proprio a tenere il gruppo compatto. Si assicura che domani al Senato non ci saranno defezioni. Anche Eugenio Comincini dato per il sì alla fiducia, dovrebbe attenersi alla linea dell’astensione.

Dice Donatella Conzatti “Eugenio divide l’ufficio con me, ci ho parlato ieri ed escludo si comporti in modo diverso da gruppo”.

La senatrice conferma che però il pressing sui renziani resta fortissimo. “Le telefonate sono incessanti. Non sono tentata ma sono davvero davvero esausta”.

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Ma in futuro? Tra i dem c’è chi è convinto che, una volta presa la fiducia e partita l’operazione di allargamento della maggioranza, se si andrà verso una stabilizzazione alcuni senatori renziani potrebbero tornare ‘a casa’ nel Pd.

Ma l’incertezza della situazione e il porsi, grazie all’astensione, in una posizione ancora dialogante dovrebbe per ora impedire fughe. Una posizione dialogante ribadita sia da Rosato che da Maria Elena Boschi ma, si sottolinea, chi ha chiuso non sono stati i renziani ma il premier Conte.

Dice Boschi: “Non abbiamo mai detto ‘mai più’ nella coalizione, ma mi pare che Pd, 5Stelle e Leu con il presidente Conte preferiscano affidarsi a Mastella per la ricerca dei responsabili. Responsabili che non si sa neppure se ci siano”.

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E se quei ‘responsabili’ non si troveranno, Iv resta in attesa, in una posizione di stand by.

Continuando a confermare il sostegno sia per lo scostamento che per le misure anti Covid. “Voi siete qui senza avere l’assillo di trovare la maggioranza relativa, perché noi vi abbiamo garantito la nostra astensione. E lo confermo. Così come le confermo che voteremo lo scostamento di bilancio. Voteremo il decreto ristori e il decreto Covid”, dice Rosato.

Ed ancora: “Noi abbiamo teso una mano perché ci consideriamo dei costruttori, con i loro limiti, ma ora presidente sta a voi decidere se aprire un confronto fino in fondo sui contenuti o sui nostri caratteri. Sta a voi capire se da una crisi si esce in maniera più forte o più debole, se è questa l’occasione di chiudere la crisi”. Anche perché aggiunge “la matematica mi sembra stia prevalendo, anche nel suo appello, non la politica. Questo Parlamento ha una maggioranza politica e numerica per andare avanti, se lei vuole presidente”.

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Ma la chiusura a Iv non è solo proclamata in aula dal premier Conte. Anche il Pd resta fermo su quella linea. “Credo che ricucire lo strappo” con Italia viva sia “difficile, se non impossibile -dice Andrea Orlando- non per una ripicca: ci troviamo di fronte a una ripresa di una strategia che è stata fermata dalla pandemia, ma Italia Viva era decisa a dare una natura tattica e transitoria a questa alleanza. Appena si è aperta una finestra c’è stata una ripresa di quella strategia”.

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