Le critiche di Cottarelli al governo: "Mi aspettavo che dopo mesi il Recovery Plan fosse già pronto"

L'economista: "La cosa che mi preoccupa è che stiamo andando troppo lentamente: mentre la politica litiga siamo arrivati a metà gennaio"

Carlo Cottarelli

Carlo Cottarelli

globalist 13 gennaio 2021

La discussione sul Recovery Plan va avanti ormai da mesi e molte sono state le critiche.


Ieri sera è stato approvato, e a fare il punto è Carlo Cottarelli, economista e direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica, che lancia l’allarme.


"La cosa che mi preoccupa è che stiamo andando troppo lentamente: mentre la politica litiga siamo arrivati a metà gennaio. Mi sarei aspettato che dopo sei sette mesi fossimo più avanti, avessimo già presentato il progetto. E l'assetto della governance viene rinviato ad un provvedimento successivo, chissà quando a questo punto".


"Se andiamo piano già nella fase di progettazione - obietta Cottarelli - cosa succederà in quella dell'esecuzione, quando i progetti bisognerà portarli a termine? Non è solo un problema di come funziona la burocrazia. Purtroppo non esiste un sistema di valutazione dei risultati. Non esiste una cultura della performance".


Nel dettaglio, l'ex commissario alla spending review giudica "inappropriato creare una struttura parallela alla pubblica amministrazione come quella ipotizzata nelle settimane scorse, con i sei supermanager e i 300 tecnici sotto, una specie di piramide".


"Il pericolo di un assetto del genere è creare interferenze con i ministeri, che invece devono essere coinvolti in pieno perché hanno le risorse ed anche i dati per usarle. Può avere senso un nucleo più piccolo, sempre presso la presidenza del Consiglio: dovrebbe avere il compito di monitorare la situazione ed intervenire eventualmente per risolvere attriti tra i vari ministeri o situazioni di stallo" .