Zaia si offende: "Il Veneto non è il lazzaretto d’Italia"

Il governatore: "Avremo le restrizioni che dovremo avere rispetto all'andamento dell'epidemia, ma la decisione dovrà essere presa con parametri uguali per tutte le regioni"

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11 Gennaio 2021 - 14.17


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Il presidente della Regione Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera ha detto: “Questa faccenda del numero assoluto di positivi è una farsa: certo, noi facciamo più tamponi e troviamo più positivi: non possiamo paragonare il Veneto che fa 60mila tamponi al giorno con chi ne fa solo 400. E per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione il Veneto è al quinto posto dietro ad altre quattro regioni”.

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Quindi Zaia ha spiegato che “il Veneto avrà le restrizioni che dovrà avere rispetto all’andamento dell’epidemia, ma la decisione dovrà essere presa con parametri uguali per tutte le regioni. Oggi al tavolo con il governo questo è stato chiaro e lo ha sottolineato lo stesso ministro Speranza”.

Infine, se sono ancora valide le zone diversificate tra regioni o si dovrà andare ad una nuova misura a livello nazionale il governatore del Veneto ha spiegato che “la visione nazionale per fattore di rischio dovrà essere decisa a livello nazionale il governo e l’Iss hanno tutti gli elementi per valutare se servono misure nazionali o regionali. Saranno loro a valutare, capire e decidere”, ha affermato ancora.

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“Con il governo abbiamo discusso questa mattina sul prossimo Dpcm, ma siamo ancora nella ‘fase di riscaldamento a bordo campo’ – ha spiegato – abbiamo parlato dei temi delle classificazioni per le zone di rischio e da tutti i colleghi governatori è stato chiesto che la strategia sia di una voce univoca sulle misure da prendere. L’Iss è il massimo organo scientifico che decide la colorazione dell’area, ma non è possibile poi che subito dopo vi sia un dibattito su tutti: c’è chi vuole il lockdown, chi la zona gialla, chi la zona rossa, chi non vuole nulla. Ci vuole quindi un punto di sintesi scientifico”.

E Zaia ha spiegato che “da quanto si è capito oggi nel corso della riunione con il governo il criterio dell’incidenza dei positivi, indice che avrebbe portato il Veneto automaticamente in zona rossa sia escluso dai futuri parametri per giudicare la zona di rischio delle regioni”. Su questo si sarebbe espresso lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, secondo quanto riferito dal governatore del Veneto.

Quanto all'”assessore Donazzan si deve scusare e credo che abbia già provveduto o lo farà, conosco la sua sensibilità. Certo, ha partecipato ad una trasmissione informale che fa satira come la Zanzara ma ‘Faccetta nera’ riprende un periodo buio della nostra storia e capisco che molti si siano sentiti urtati nella loro sensibilità da questa vicenda”. Mentre il governatore sulla richiesta di dimissioni dell’assessore da parte dell’opposizione in Regione e dalla richiesta di toglierle le deleghe ha risposto: “Prendo atto di queste richieste, ne ho tutti i giorni…”, ha concluso.

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