Cacciari: "Non solo Renzi, tutti preparano le loro armatine per il dopo-pandemia"

Parla il filosofo ex sindaco di Venezia: "Finché c’è l’epidemia, sono tutti bloccati, sotto l’ombrello del Covid 19, devono stare per forza fermi. Quando il Covid sarà sconfitto..."

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4 Gennaio 2021 - 17.12


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di Antonello Sette

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“Il Governo non è, per ora, a rischio. Tutti, non solo Matteo Renzi, stanno predisponendo le loro armatine, in vista del dopo pandemia”

“Il PD è spaventato dalla lista “M5S per Giuseppe Conte Presidente” 

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“L’unica linea del Governo contro la pandemia è solo, e sempre, “statevene a casa”. Per il resto, si continua a sparare a pallettoni, sperando che cada l’uccellino”

Cacciari, due balletti si incrociano e requisiscono la scena di questo Paese martoriato. Cominciamo, se lei è d’accordo, dal balletto sulle misure di contrasto al coronavirus…

Direttive nazionali, applicazioni regionali. Ormai, è inutile anche commentare. Si va a doppio, dice filosofo e politico veneziano, rispondendo all’Agenzia SprayNews, si va a spanne, si va a caso. L’unica linea è “state a casa”. Il resto è senza nessun criterio. Si sparano cose a 360 gradi. Come sparare a pallettoni, sperando che cada l’uccellino.

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Ora sembra che ci possa essere un dietrofront sulle scuole, che dovevano riaprire il 7 gennaio…

Vedono che l’epidemia non si arresta e cambiano i colori alle zone. Dicono che riaprirà il cinquanta per cento delle scuole. Sa spiegarmi lei chi lo decide il cinquanta per cento, che riapre e il cinquanta, che resta chiuso? E’ tutto confuso. L’unica linea, da marzo dell’anno passato a oggi, è, glielo ripeto, “statevene a casa”. Siamo il Paese che ha adottato i provvedimenti più drastici e conta il maggior numero di contagi. Non poteva essere altrimenti, se si è sempre proceduto, e si continua a procedere, perfettamente a caso. Abbiamo avuto i provvedimenti più duri dal punto vista dell’occupazione, del lavoro, di tutto e anche il numero di contagi più duro da sopportare. Del resto, che altro ci si poteva aspettare da un Governo di questo tipo?

E’ arrivato fortunatamente il vaccino…

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Il vaccino sarà, voglio sperare, un vaccino. Ci metterà un po’ di più o un po’ di meno, ma funzionerà. Dopodiché si conteranno i morti e i feriti.  Le imprese che chiudono, l’aumento dei disoccupati e tutto il resto. Si passerà alla fase più drammatica di questa tristissima vicenda. 

Passiamo al balletto politico. Crisi, non crisi, nuove maggioranze, nuovi premier, nuove elezioni…

Si stanno tutti riposizionando, in vista della fine dell’epidemia. Finché c’è l’epidemia, sono tutti bloccati, sotto l’ombrello del Covid 19, devono stare per forza fermi. Quando il Covid sarà sconfitto, inizierà la fase più drammatica, ovviamente dal punto di vista sociale, economico e occupazionale e solo allora si scoprirà che il Governo non sta più in piedi e si apriranno nuovi scenari. Per ora, ci si limita a una guerra di logoramento, a posizionarsi e riposizionarsi. Predispongono le loro armatine, in vista dello showdown politico.

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Quindi, secondo lei, la minaccia di Matteo Renzi di defilarsi dal Governo Conte, è solo un bluff?

Nessun bluff, sta predisponendo le proprie truppe, sta preparandosi alla fase propriamente politica, che seguirà la fine della pandemia, o, quantomeno, il suo drastico ridimensionamento, grazie al vaccino. Quello che sta facendo Renzi, lo stanno, magari in modo meno evidente, facendo tutti. Tutti si collocano o ricollocano, in vista della resa dei conti. Anche il Pd, anche i Cinquestelle. Conte e i pentastellati si stanno già preparando ad affrontare insieme la prova elettorale. Con Giuseppe Conte, candidato Presidente dei Cinquestelle e naturalmente questa eventualità mette in grande agitazione il Pd. Sono tutti agitati. Renzi è solo quello, che parla di più. 

Una guerra di posizioni, un balletto, in cui ciascuno fa solamente il proprio gioco, senza pensare all’interesse del Paese. Lei intravede una prospettiva diversa, una speranza nuova?

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Dobbiamo, ahimè, assistere a questo balletto. Non c’è possibilità alcuna che si possa arrivare a un’intesa politica seria, all’interno della maggioranza e, tantomeno, fra maggioranza e opposizione. Non esiste neppure la più remota speranza di qualcosa di diverso. A meno che…

A meno che?

A meno che la situazione non catastrofizzi, il che potrebbe avvenire, solo se l’Europa ci rigettasse il piano del Recovery. A quel punto, entrerebbe in campo il Presidente della Repubblica e nessuno può prefigurare che cosa deciderebbe. Nell’attesa di un’ipotesi, che non è certo augurabile, la cose continueranno ad andare nello stesso modo.

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Insomma, ci dobbiamo tenere il balletto del nulla?

Per qualche mese sicuramente sì. Poi, per quanto male la gestiscano, la pandemia deve pur finire. Non può durare in eterno. Anche i virus sono mortali. Dopodiché nulla si può escludere. Nella storia può accadere anche l’imprevedibile. Non sono leggi naturali, quelle che regolano il divenire storico. Al momento, non possiamo prevederlo, ma potrebbe accadere, addirittura, qualcosa di buono.

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