La Lombardia resta rossa e l'irresponsabile Fontana tuona: "Uno scandalo"

Il presidente della Regione che ha avuto anche nella seconda ondata più morti e contagi e dove i medici hanno chiesto a gran voce le chiusure, mette davanti gli affari alla salute.

Fontana

Fontana

globalist 26 novembre 2020

E' assurdo che la Lombardia sempre prima per contagi e morti anche durante la seconda ondata si lamenti di restare in zina rossa almeno fino a 3 dicembre. Il presidente Fontana ha dichiarato oggi, da buon leghista: “Nonostante la mia opposizione, il Governo intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Lombardia in zona rossa”. Ricordiamo l'appello risalente a ottobre del medici della Brianza per chiudere tutto, ma per il governatore forse l'economia conta più della salute?


Fontana esprime in una nota tutta la sua contrarietà per la scelta del governo di tenere ancora la regione in zona rossa. “Nel Dpcm - ha aggiunto Fontana - sono presenti automatismi secondo i quali la Lombardia è da due settimane pienamente nei parametri previsti per il passaggio in zona arancione. Ho fatto presente al Governo che, così come si applicano automatismi in senso negativo, gli stessi devono essere attuati quando la situazione migliora".


"Continuerò a farmi portavoce verso l'Esecutivo, anche a nome dei sindaci che hanno espresso il medesimo parere, affinché la Lombardia, come previsto dagli indicatori, entri in zona arancione prima possibile - ha concluso il governatore -. Restare in zona rossa significa non fotografare la realtà dei fatti e non considerare i grandi sacrifici dei lombardi”. 


Una doccia fredda per la Regione. Fontana confidava in un vicino allentamento delle misure anticovid  e sul passaggio alla zona arancione l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera aveva detto: “Ci siamo confrontando con il Governo, non so se partiremo il lunedì 30 o già sabato 28 novembre”. Tutto invece rinviato al 3 dicembre. 


Nelle regioni in zona rossa non si può uscire dalla proprio abitazione se non per motivi di lavoro, salute, necessità, urgenza, istruzione o salute. Nelle regioni in zona arancione invece è possibile spostarsi liberamente all’interno del proprio comune tra le 5 e le 22, rispettando il coprifuoco. Bar e ristoranti restano chiusi, senza restrizioni però per la consegna a domicilio (e l’asporto è consentito fino alle ore 22), ma possono riaprire gli altri negozi.