E alla fine, come annunciata in queste ore, è arrivata la mozione di sfiducia: “Riteniamo che il presidente della Regione debba assumere la piena responsabilità politica delle decisioni che hanno condotto la Sardegna sull’orlo del baratro a causa del dilagare incontrollato del coronavirus, che ha minato e sta minando gravemente il diritto alla salute e le condizioni economiche dei cittadini sardi”.
Queste le motivazioni finali contenute nella mozione di sfiducia al governatore sardo, Christian Solinas, annunciata ieri e depositata questa mattina dai consiglieri regionali di opposizione. A tenere banco nel documento, l’ordinanza di Solinas dell’11 agosto, con la quale furono riaperte le discoteche dell’isola: “Il 9 novembre 2020 la trasmissione ‘Report’ ha mandato in onda le dichiarazioni di alcuni consiglieri regionali della maggioranza- si legge nel testo della mozione- dalle quali emerge chiaramente che nei giorni antecedenti all’ordinanza dell’11 agosto gli operatori della movida isolana, compresi gli imprenditori delle grande discoteche della Costa Smeralda diventate poi sede di focolai, stavano facendo pressione per ottenere dal presidente della Regione l’autorizzazione alla riapertura dei locali da ballo”. Soprattutto nelle serate del weekend ferragostano, “onde evitare di dover annullare gli eventi programmati con il conseguente pagamento di penali agli artisti già incaricati”.
Dalle dichiarazioni rese pubblicamente, “emerge la consapevolezza, da parte dell’attuale maggioranza, del rischio di contribuire alla diffusione dei contagi con la riapertura delle discoteche”, è scritto nella mozione. Per questo motivo, la maggioranza avrebbe ritenuto di riaprire le discoteche “già con la prospettiva di revocare l’ordinanza di riapertura subito dopo Ferragosto. Di un siffatto bilanciamento del diritto alla salute dei cittadini con gli interessi economici dei privati imprenditori del settore non c’è traccia alcuna nell’ordinanza di Solinas, che, anzi, prevedeva il perdurare dei propri effetti fino al 31 agosto 2020”. Il provvedimento del governatore, ricordano i consiglieri, richiamava poi il parere del Comitato tecnico scientifico, “del quale, tuttavia, non si conosce il contenuto, giacché non e’ stato, finora, reso disponibile. Lo stesso Cts, in una mail datata 6 agosto 2020, si sarebbe espresso negativamente rispetto all’ipotesi della riapertura dei locali da ballo, mentre nel testo dell’ordinanza si fa riferimento a un parere del Comitato che sarebbe stato ‘acquisito’ in quella giornata”. Non è quindi dato sapere “se il Comitato, soltanto cinque giorni dopo il parere negativo del 6 agosto, abbia inspiegabilmente ritenuto che i dati relativi all’andamento dell’epidemia fossero mutati in positivo, tanto da addivenire a una valutazione tecnica favorevole all’ipotesi della riapertura”.
Qualora il parere del Comitato tecnico scientifico al momento dell’emanazione dell’ordinanza in questione fosse rimasto negativo, “il presidente della Regione avrebbe dovuto quantomeno dare espressamente atto della decisione di discostarsi dallo stesso e fornire adeguata e puntuale motivazione sul punto”. La mozione e’ stata sottoscritta da quasi tutti i consiglieri di minoranza, ad eccezione di Francesco Stara di Italia viva e Carla Cuccu, del M5s. Spiega il primo: “Ho scelto di non firmare il documento perché sono sempre stato un garantista. In questo momento e’ al lavoro la magistratura, aspettiamo gli eventi. La cosa piu’ importante oggi e’ sconfiggere il virus, non le diatribe politiche”.
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