Speranza: "Quando chiedevamo l'emergenza a luglio ci accusavano di dittatura sanitaria"

Il ministro della Salute dà una frecciata a destra: "Oggi l'Italia è più forte per affrontare questa crisi ma l'onda è ancora alta e nessuno ha la bacchetta magica."

Roberto Speranza

Roberto Speranza

globalist 27 ottobre 2020

Parole pacate: “In questa fase il Governo deve sforzarsi di ascoltare il più possibile anche chi protesta. Per me le violenze sono inaccettabili e di fronte alle violenze serve un atteggiamento rigoroso, fermo e duro. Ma tante persone hanno paura perché vedono il proprio lavoro messo a rischio: noi dobbiamo ascoltare, capire e dare risposte immediate. Come abbiamo fatto oggi, perché già nel mese di novembre arriveranno bonifici direttamente su conti correnti di persone cui abbiamo interrotto le attività lavorative".


Così il ministro della Salute, Speranza, intervistato da Floris a Di Martedì su La7.
"Dobbiamo essere loro il più vicini possibile - ha sottolineato - ma al tempo stesso dire la verità: che senza queste misure la curva uscirebbe dal controllo e questo non possiamo permettercelo".
Ha poi aggiunto: “Noi siamo stati in Parlamento a luglio a spiegare che bisognava mantenere lo stato d'emergenza e siamo stati accusati di dittatura sanitaria. Oggi l'Italia è più forte per affrontare questa crisi ma l'onda è ancora alta e nessuno ha la bacchetta magica. Domani Macron parlerà alla nazione e la Germania adotterà nuove misure. E' un problema generale. In questa fase bisogna evitare che si alzino i contagi".