Boccia e Arcuri contro le regioni: non avete attivato ancora le nuove terapie intensive

Il ministro per gli Affari regionali: "Chi ha bisogno di aiuto lo dica, ma attendiamo risposte su dove sono finiti i ventilatori". Domani alle 9 incontro di coordinamento

Boccia

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globalist 16 ottobre 2020

Mentre i contagi da Covid aumentano e salgono, anche se per ora in maniera non allarmante, i posti occupati in terapia intensiva, dal commissario per l’emergenza arriva un’accusa alle Regioni: “In questi mesi alle Regioni abbiamo inviato 3.059 ventilatori polmonari per le terapie intensive, 1.429 per le subintensive. Prima del Covid le terapie intensive erano 5.179 e ora ne risultano attive 6.628 ma, in base ai dispositivi forniti, dovevamo averne altre 1.600 che sono già nelle disponibilità delle singole regioni ma non sono ancora attive. Chiederei alle regioni di attivarle”. E ancora: “Abbiamo altri 1.500 ventilatori disponibili, ma prima di distribuirli vorremmo vedere attivati i 1.600 posti letto di terapia intensiva per cui abbiamo già inviato i ventilatori”, ha aggiunto.


Anche il ministro Francesco Boccia si rivolge alle Regioni: “Massima disponibilità e massima trasparenza, chi ha bisogno di aiuto lo dica, ma questo va fatto prima di intervenire su lavoro e scuola. In questi mesi sono stati distribuiti ventilatori polmonari ovunque, così come confermato da Arcuri: il problema è dove sono finiti i ventilatori, attendiamo risposte in tempo reale dalle regioni”.


Poi uno specifico riferimento al caso Campania, dove ieri De Luca ha disposto la chiusura delle scuole: “La Campania prima del Covid aveva 335 posti letto di terapia intensiva. I governo attraverso il commissario Arcuri ha inviato 231 ventilatori per le terapie intensive e 167 per le sub intensive. Oggi risultano attivati 433 posti, devono essere 566″.


E sul tema interviene anche il ministro della Salute, Roberto Speranza: “La chiave per vincere e piegare il virus è la collaborazione istituzionale. Dobbiamo lavorare insieme ora dopo ora, noi questo faremo. Lo faremo con l’esperienza maturata in queste settimane e con un Sistema sanitario nazionale che è più forte. Abbiamo piegato la curva a marzo anche perché c’è stata una profonda sintonia tra le nostre scelte e il sentire comune delle persone. Penso che le condizioni ci siano”.


Domani, intanto, alle 9  è prevista una riunione di coordinamento nella sede della Protezione civile, con Speranza, Arcuri e Boccia e i rappresentanti delle regioni: “Chiedo alle regioni di rispondere alle richieste inviate dal commissario Arcuri in modo da intervenire se necessario in tempo reale”, ha chiosato Boccia.