Conte ha capito che non funziona finalmente: "Il reddito di cittadinanza va cambiato"

Pur essendo stati stanziati decine di milioni di euro non sono stati finora spesi e il reddito di cittadinanza rischia di restare una misura non a termine.

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

globalist 28 settembre 2020

Dopo più di un anno hanno capito, forse, che è una misura giusta nella teoria ma che nella realtà funziona malissimo: “Voglio che una soluzione sia operativa entro sei mesi, il reddito di cittadinanza in questo modo rischia di essere una misura assistenziale senza progettualità”. È questa l’idea di Giuseppe Conte, secondo il Corriere della Sera. 



 


È con taglio molto decisionista che il presidente del Consiglio ha preso in mano il dossier sul reddito di cittadinanza e le politiche attive sul lavoro (incontro fra domanda e offerta di impiego, fra aziende e disoccupati), ha chiesto alla Catalfo e a Parisi di collaborare invece di litigare e ha stigmatizzato che a distanza di un anno e mezzo dall’introduzione del reddito non esista traccia di un sistema unico e nazionale informatico che dovrebbe aiutare i disoccupati a trovare un lavoro e le aziende a trovare le persone che lo cercano.



Conte che ha già annunciato di la fine di Quota 100 adesso pensa al reddito di cittadinanza. Pur essendo stati stanziati decine di milioni di euro non sono stati finora spesi e il reddito di cittadinanza rischia di restare una misura non a termine o prologo di un inserimento nel mondo professionale, ma puramente assistenziale.


 



Andrà sicuramente fatta una gara, cambiare alcune norme della legge che ha introdotto il reddito di cittadinanza, forse anche alcune deleghe, ma su questo punto Conte è stato categorico, entro sei mesi non vuole una risposta ma un sistema che funzioni, anche introducendo incentivi per le imprese, che dovranno iscriversi al sistema stesso: si è già perso un anno e mezzo, oggi un’azienda di Treviso che cerca un ingegnere biomedico non sa che lo troverebbe in Sicilia e viceversa e in questo modo tutto il sistema della legge non può andare avanti.