Respinta la sfiducia a Fontana: la consigliera di Renzi non vota con l'opposizione

La consigliera lombarda di Iv, Patrizia Baffi, ha scelto di non partecipare al voto dell'aula del Pirellone sulla mozione di sfiducia presentata dai partiti di opposizione

Patrizia Baffi

Patrizia Baffi

globalist 8 settembre 2020

"Io vado avanti a servire i cittadini e questo mi rende libera". Così la consigliera lombarda di Iv, Patrizia Baffi, ha commentato la sua decisione di non partecipare al voto dell'aula del Pirellone sulla mozione di sfiducia presentata dai partiti di opposizione nei confronti del presidente Attilio Fontana per le presunte reponsabilità del governatore nella gestione dell'emergenza Coronavirus.

Una scelta autonoma, presa in contrasto con le indicazioni arrivate dai vertici del partito: "Ho comunicato a Renzi l'intenzione di non sottoscrivere questa mozione inutile" anche se il voto favorevole era "un atto richiesto dalle segreterie del partito".


Poi una replica alle critiche dell'opposizioine e in particolare alla richiesta di aderire formalmente alla maggioranza: "Non sono loro a stabilire dove un consigliere deve stare. Non ho mai votato gli atti della maggioranza, sono qui per sostenere il programma di governo con il quale sono stata votata e quindi siedo nelle minoranze. Ci può anche essere una difformità di posizioni su una mozione di sfiducia, io ho argomentato e portato avanti le mie motivazioni, ma questo non mi esclude automaticamente dalle minoranze e soprattutto non sono loro a doverlo decidere".

Infine un commento sulle dichiarazioni del presidente del partito Ettore Rosato: "Sono in una posizione differente rispetto alla sua perchè per me prendere le distanze non vuol dire per forza di cose stare sempre nel gruppo quando si ritiene che un atto sia totalmente inutile e irresponsabile. C'è il diritto di voto del consigliere che siede in aula e in questo caso l`ho esercitato".


Infine un duro attacco contro la "politica forcaiola" del M5S. "La politica ha la responsabilità di non fagocitare l`odio nelle persone e di non utilizzare questi metodi per alimentare un odio sociale che ha prodotto in questi mesi un clima terribile che ha costretto il presidente Fontana, così come altri, a girare con la scorta. Io da politico sento la responsabilità di non alimentare questo tipo di politica, non vuol dire che approvo la gestione sanitaria della Lombardia".