L'impavido Salvini ha messo in luce la sua inadeguatezza con la pandemia ma...

La nuova stagione è abbastanza in disuso nella politica italiana che rischia pur con nuove parole di propaganda, di far rimpiangere la vecchia. Ma non c'è un Pirlo dietro l'angolo per inventare un nuovo leader

Susanna Ceccardi con Matteo Salvini

Susanna Ceccardi con Matteo Salvini

Nuccio Fava 9 agosto 2020
Per la grande maggioranza degli sportivi, e sono tanti, la notizia più importante è stata la rapida sostituzione della Juve per aprire –in continuità con una grande storia ed una forte tradizione non solo italiana- una nuova stagione.
L’espressione nuova stagione è abbastanza in disuso nella politica italiana che rischia anzi, pur con nuove parole di propaganda, di far rimpiangere la vecchia.
Si affaccia ogni tanto nei comizi della Meloni e dell’impavido Salvini che con la prospettiva Papeete proponeva un salto nazionalista all’indietro, il blindamento del Mediterraneo con la chiusura dei porti, un rilancio del sovranismo con “prima di tutto gli Italiani”.
La tragedia della pandemia dolorosa e catastrofica per tutti ha però messo in luce una preoccupante inadeguatezza del cosiddetto sistema sanitario lombardo e del suo governo efficace. Molte le carenze gravi nell’assicurare una adeguata copertura universalistica , crisi gravi nelle case di riposo e non ultimo, un increscioso e ambiguo intreccio nella fornitura di camici bianchi e di interessi parentali oltre alla disinvolta movimentazione di fondi anche esteri da parte del presidente della regione. Bisognerebbe per decenza cambiare insomma cavallo o meglio allenatore per tutelare le istituzioni e offrire garanzie ai cittadini.
Nelle cronache politiche c’è solo qualche stormir di fronde circa un possibile indebolimento del leader leghista e l’avanzare sotto traccia di possibili alternative più vicine alle caratteristiche della Lega di Bossi, quella delle origini e delle adunate a Ponte di Legno. Ma se lo stato dell’opposizione è tale per cui addirittura sarebbe la Meloni a guadagnare costantemente terreno ed a rappresentare la futura alternativa, il governo e tutta la maggioranza dovrebbero avvertire una preoccupazione ancora maggiore. Ma un nuovo leader a differenza della Juventus non lo si inventa in 24 ore, difatti Pirlo è juventino a tutti gli effetti da sempre.
Si è formato e cresciuto tra i quadri della Juve ed assume la guida della nuova stagione con tutte le regole di un praticantato e di una sperimentazione, se così vogliamo dire di tutto rispetto, ma non ci pare che nelle formazioni politiche sulla scena ci sia pur con tutte le differenze tra sport e politica, qualcosa di simile che possa rasserenare il futuro del paese.