Salvini cambia di nuovo idea: ieri l'ok alle mascherine, oggi "l'emergenza è finita, siamo sotto ricatto"

Salvini: "Tenere sotto ricatto, sotto minaccia di chiusura un intero popolo quando l'emergenza non c'è più, penso sia un danno enorme all'economia e alla socialità"

Salvini
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4 Agosto 2020 - 08.54


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Dietrofront ma non troppo: Salvini, che ieri ha lanciato un appello per l’uso delle mascherine, oggi compie una nuova giravolta, dichiarando che “in treno bisogna usare la mascherina, nei luoghi chiusi, nei bar… All’aperto, se si rispettano le regole e le distanze, si può respirare, ci si può avvicinare a un altro essere umano. Tenere sotto ricatto, sotto minaccia di chiusura un intero popolo quando l’emergenza non c’è più, penso sia un danno enorme all’economia e alla socialità. Sono preoccupatissimo per la scuola: non sappiamo ancora gli orari scolastici, quanti bimbi per classe… è assurdo”. Dietro questa apparente schizofrenia, c’è in realtà un piano preciso: portare avanti la narrativa del virus che esiste e non esiste allo stesso tempo. Il virus deve esistere, altrimenti non può venire portato dai migranti infetti. Al contempo, non deve esistere, perché il Governo deve tenerci in dittatura sanitaria. Sembra una storia impossibile da portare avanti, eppure Salvini lo sta facendo, con la più grossa mistificazione della realtà per ora compiuta da lui e dalla sua Bestia. 
Soffermandosi sulla questione migranti, Salvini afferma che bisogna “organizzare corridoi umanitari in aereo con i profughi veri, da zone di guerra vere, e bloccare l’arrivo di qualsiasi barchino o barcone gestito da trafficanti di esseri umani. È quello che fa tutto il mondo. In Italia invece, a luglio, ci sono stati 7 volte gli sbarchi che ci furono l’anno scorso. Non pretendevo una medaglia ma non mi aspettavo nemmeno due processi”. E sull’inaugurazione del ponte di Genova: “Ho preferito evitare polemiche, a Genova ci sarò oggi per esprimere la vicinanza alle famiglie delle 43 vittime. Ho preferito andarci il giorno dopo per evitare che una data come quella di ieri fosse infangata dalla polemica di qualche sciocco. Vorremmo applicare il modello Genova a tutte le opere pubbliche” ma “se rimani schiavo della Cgil non lo farai mai”.

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