Open Arms, migranti bloccati e Salvini al Papeete: ora il leghista è 'sereno'

Il Senato dovra esprimersi sula richiesta di autorizzazione a procedere per sequestro di persona. Il capo della Lega confida nei suoi scout a caccia di voti

Open Arms

Open Arms

globalist 29 luglio 2020

Ve li ricordate i disperati ammassati per giorni e giorni su una nave uno sopra all’altro mentre c’era un ministro che faceva lo sborone al Papeete?

"Il voto domani su Open Arms? Sono assolutamente tranquillo e sereno, le carte parlano chiaro".


Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un evento in piazza Montecitorio, dove manifestano i consulenti del lavoro parlando della richiesta di autorizzazione a procedere per sequestro di perdona.
"Non devo fare alcun appello a nessuno - aggiunge Salvini - . Mi aspetto che i senatori votino in coscienza e voglio vedere se i Cinque Stelle diranno che erano d'accordo, come è scritto nero su bianco, o se vogliono andare avanti con un processo politico".
In realtà, come è già apparso in commissione, la Lega si è mossa e si sta muovendo per evitare a Capitan Nutella un processo dagli esiti incerti, visto che nei tribunali si portano le prove e non gli slogan della Bestia,.
E ad ogni modo, indipendentemente dagli eventuali reati, politicamente Open Arms è stata una pagina buia della nostra democrazia.

La memoria difensiva



"La condotta" che "mi viene contestata non è che un'automatica conseguenze delle scelte politiche effettuate dall'intera compagine governativa nel perseguimento dell'interesse pubblico a un corretto controllo e a una corretta gestione dei flussi migratori, nonchè a una piena tutela dell'ordine pubblico e, più in generale, un doveroso atteggiamento di salvaguardia delle prerogative costituzionali dello Stato italiano sulla scorta delle relazioni internazionali e del diritto internazionale in condizione di parità con gli altri Stati''.