La ministra Lamorgese vola a Tunisi: ha paura di un esodo di massa come dall'Albania

Trapela il timore di un esodo "come nell'Albania del 1991". Un piano di aiuti in cambio di un argine alle partenze

Luciana Lamorgese

Luciana Lamorgese

globalist 27 luglio 2020

Se c’è un Paese che in questo momento inquieta l’Italia al di là del Mediterraneo è la Tunisia. Sono soprattutto tunisini i migranti che sbarcano a Lampedusa in piccoli gruppi nelle ultime settimane, le partenze sono in costante aumento mentre nel paese la crisi politica e sociale morde sempre di più. Ieri si è costituito il nuovo Governo, il presidente Kais Saied ha affidato l’incarico di premier all’attuale ministro dell’Interno Hichem Mechichi, che ora ha un mese di tempo per formare l’esecutivo. 


Tunisi è la capitale di un Paese allo stremo, da cui molti vogliono partire, destinazione Europa. Prima destinazione Italia. A Tunisi arriva oggi in visita ufficiale Luciana Lamorgese proprio per provare a tamponare la situazione, che rischia di creare un problema grave all’Italia.


“Qui c’è il rischio di un esodo tale da ricordare quello dall’Albania del 1991, un problema serissimo da affrontare a livello di Governo” dicono dirigenti del Viminale, parole riportate oggi dalla Stampa che danno il senso della preoccupazione italiana. 


Nel 2011 arrivarono in 28 mila dalla Tunisia. Oggi uno dei pochi paesi con cui l’Italia ha accordi di rimpatrio. Ma al Viminale vedono crescere i numeri giorno dopo giorno: ne hanno contati quasi 4 mila fino al 24 luglio dal Paese che può vedere Lampedusa dalle sue coste e può raggiungerle in un paio d’ore di gommone. Lamorgese porterà anche l’impegno italiano per investimenti europei in Tunisia per stimolare l’occupazione interna, anche perché “in Italia questi ragazzi non hanno prospettive occupazionali” è il senso del messaggio che la ministra trasmetterà ai leader tunisini.