Standing ovation per Conte al Senato: "Il piano della ripresa sarà un lavoro collettivo"

Un lungo applauso accoglie Conte in Senato: "Il sì europeo non era scontato, l'intesa sul Recovery fund tutela l'euro".

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22 Luglio 2020 - 10.34


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L’ultimo Consiglio europeo ha “assunto decisioni di portata storica”. Lo ha affermato in Aula al Senato il premier Giuseppe Conte durante la sua informativa. “Si è trattato di un vertice straordinario anche in termini di complessità, in linea con la elevata posta in gioco”, ha aggiunto Conte.

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“Quello che lo scorso 15 luglio consideravo auspicio oggi è certezza, l’intesa è un passaggio fondamentale che ci spinge ad affermare che l’Europa è stata all’altezza della sua storia, missione e destino. L’Unione Europea ha saputo rispondere con coraggio e visione fino ad assumere la decisione di approvare per la prima volta un ambizioso programma di rilancio”, ha evidenziato Conte.

“In passato -ha proseguito- si tendeva a intervenire nel segno del rigore, affidandosi a logiche di austerity poi rivelatesi inadeguate, oggi invece” è stato approvato “un piano orientato alla crescita economica e allo sviluppo sostenibile”. Per Conte “la decisione di ieri del Consiglio Europeo ha abbracciato la diversa prospettiva di un’Europa più coesa, inclusiva, solidale e vicina ai cittadini, in definitiva più politica e più coerente con il sogno europeo. E’ l’unico percorso possibile per preservare l’integrità dello stesso mercato unico e la stabilità stessa dell’unione monetaria”.

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Il premier ha sottolineato che si tratta di un “risultato che non era affatto scontato a marzo, quando l’Italia propose che il recovery fund affiancasse con pari dignità politica ed economica altri strumenti”. Nel corso del Consiglio Europeo c’è stata una “interlocuzione serrata e complessa, nel corso della quale ci siamo confrontati con una pluralità di interessi e visioni. Un intenso negoziato ha consentito di vedere confermata la risposta ambiziosa e adeguata alla posta in gioco”.

Il premier ha confermato che “ci sono stati momemti in cui la rigidità delle diverse posizioni sembrava insuperabile, ma anche nei momenti più critici c’è stato un profondo senso di responsabilità dei nostri popoli. Non potevamo fallire, accedere a un mediocre compromesso o rinviare la decisione. Possiamo dirci soddisfatti, è un risultato positivo che non appartiene ai singoli, al governo o alle forze di maggioranza. E’ un risultato che appartiene all’Italia intera”.

 

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