M5s non riesce a scrollarsi di dosso il qualunquismo e a diventare una forza matura

Atteggiamenti che ricordano l’Argentina di Peron mentre Conte si concede ormai sistematicamente passeggiate per le strade del centro alla ricerca di un consenso sempre più difficile a palazzo Chigi

Toninelli e Di Maio
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Nuccio Fava Modifica articolo

4 Luglio 2020 - 09.59


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La situazione è sempre più grave e anche il nostro paese dà segni non incoraggianti . Le situazioni più pericolose restano Stati Uniti e Brasile, ma anche noi riscontriamo piccoli focolai che preoccupano.

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Eppure complessivamente i nostri cittadini si erano comportati complessivamente bene, con sacrifici e generosità straordinari di sanitari e volontari, grande risorsa del nostro paese.
Maggiore dovrebbe forse essere loro riconosciuto importanza e più efficace valorizzazione, sostegno reale e concreto attraverso anche finanziamenti più adeguati.

I governanti brillano invece soprattutto per inconcludenza e deleteri interessi di bottega. Specie i 5stelle, incapaci quasi strutturalmente di quel passaggio decisivo dalla iniziale condizione protestataria e ribellistica fino al qualunquismo, ed incamminarsi finalmente sul passaggio indispensabile per governare, divenendo finalmente forza politica matura e responsabile, senza sceneggiate quotidiane contraddittorie e magari fino a sventolii di bandiere da un balcone delle istituzioni al grido sconsolante e fallimentare: con la nostra azione finalmente in Italia è morta la povertà.

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Atteggiamenti che ricordano purtroppo l’Argentina di Peron e che stringe il cuore ma che si ha il dovere di scriverlo e ricordarlo perché purtroppo è questo al fondo il male più grave della politica italiana.
Sarebbe del resto deleterio illudersi stupidamente di potersi consolare con le difficoltà e le disgrazie degli altri stati. Se ci si impegnasse tutti ad uscire da questa pericolosa gora la nostra rigenerata politica potrebbe diventare d’aiuto e di cooperazione ben più significativa in Europa e svolgere un qualche ruolo costruttivo in una situazione mondiale sempre più carica di insidie e di pericoli. Rischiamo invece non solo l’irrilevanza ma di apparire comunque inconcludenti e rissosi o ancor peggio privi di credito fino al masochismo. Doloroso, anzi dolorosissimo il caso Regeni, terribile non solo per i genitori e i tantissimi amici e cittadini che si sono generosamente mobilitati.

Né pur di fronte a situazioni così lontane  abbiamo sentito il dovere di una forte e chiara posizione, sulla sorte di Hong Kong e dei suoi giovani studenti, mentre restano ben presenti le esultanze 5stelle per la “via della seta “, affiancate sul fronte leghista dall’eccitamento salviniano per Putin nuovo zar a vita e follemente immaginato modello auspicabile per l‘Italia.

All’Italia servirebbe invece una classe dirigente ben altrimenti, responsabile e seriamente consapevole degli enormi e impegnativi problemi da affrontare. A cominciare dalla scuola e dalle sfide per il mondo giovanile e le paure per i suo futuro. Ancora una volta i dati dell’Istat con le avvilenti cifre sulla occupazione (quella femminile e giovanile in particolare).

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Si procede invece di rinvio in rinvio, con inconcludenti vertici sistematicamente aggiornati. Mentre il Presidente si concede ormai sistematicamente passeggiate per le strade del centro storico alla ricerca di un consenso sempre più difficile a palazzo Chigi, ricerca che prosegue addirittura fino a tarda notte, sempre con telecamera al seguito, con l’irruzione in attesa alla riapertura in Trastevere del glorioso cinema progressista America.

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