Conte: "Un mio partito? Sarebbe folle, non sono qui per interesse personale"

Il premier sul Recovery Plan: "Lo presenteremo a settembre. Con un cronoprogramma dettagliato per non perdere quei soldi".

Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

globalist 12 giugno 2020
Negli ultimi giorni un sondaggio ha rivelato che un eventuale partito a guida Giuseppe Conte otterrebbe, se si andasse a elezioni anticipate, almeno il 14%. Ma in un'intervista a Repubblica il Premier ha smentito questa possibilità, dichiarando: "Io sono qui non per interessi personali o per coltivare un mio partito, o per favorire miei amici e conoscenti, ma per svolgere questo servizio. Un incarico di rilievo diventato ancora più gravoso per l’emergenza. Sarebbe folle da parte mia dedicare anche solo un minimo di energie a questi pensieri”. 
Quanto al Recovery Plan, “lo presenteremo a settembre. Con un cronoprogramma dettagliato per non perdere quei soldi”, dice il premier, che sugli Stati Generali che prenderanno il via domani assicura: “Non sarà una sfilata o una passerella. Non ne abbiamo bisogno, il Paese non ci consente di fare kermesse di sorta. Tra l’altro, la dotazione finanziaria europea non è un tesoretto che il governo spende liberamente, ma una grande responsabilità da condividere con tutte le forze. E per questo voglio assoldare singole personalità e le migliori energie del Paese. Dopo gli Stati generali, richiamerò ministri e partiti di maggioranza e avremo un piano condiviso dell’azione di governo. Sarà più ampio del solo recovery plan e collegato al Piano nazionale delle riforme. Avrà una forza incredibile”.
Conte poi spiega che l’invito all’opposizione a Villa Pamphili “dimostrava grande riguardo. Non li ho invitati come fossero una associazione di categoria o sindacale. Non li facevo scorrere come gli altri ospiti. Avevo riservato loro un intero pomeriggio. Mi è stato risposto che la sede non è istituzionale, ma c’è un difetto di conoscenza: a villa Pamphili sono stati ricevuti capi di governo”.