Renzi sullo scandalo Csm: "Tanta ipocrisia sulle intercettazioni"

Il leader di Italia Viva in un capitolo del suo ultimo libro, 'La mossa del cavallo': "Il sistema delle correnti è inscritto nel Dna dell'organo di governo della magistratura sin dalla sua fondazione"

Renzi
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31 Maggio 2020 - 09.29


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“Presentare – lo si è fatto a vari livelli – come una scoperta di oggi che le nomine del Csm siano frutto delle manovre delle correnti, delle cene romane, dei do ut des, quando questo metodo è inscritto nel Dna dell’organo di governo della magistratura sin dalla sua fondazione è profondamente ipocrita”. 


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Lo scrive Matteo Renzi in un capitolo del suo ultimo libro, ‘La mossa del cavallo’, anticipato da ‘La verità’.
Il leader di Iv, ricordando la pubblicazioni delle intercettazioni sui contatti tra politici e magistrati per le scelte del Csm, parla di “una delicata operazione” perché “una sapiente regia ha deciso cosa far trapelare e che cosa lasciare inedito delle intercettazioni”. 

Renzi spiega: “Per scegliere i capi delle Procure, i membri del Csm appartenenti a tutte le correnti, nessuna esclusa, hanno sempre percorso questa strada e continueranno finché le regole non saranno cambiate”.
Per il leader di Iv “è un segreto di pulcinella” perché “è previsto dalla Costituzione che il vice presidente dello stesso Csm sia espressione della politica e del Parlamento” e il meccanismo delle porte girevoli tra politica e magistratura e da tempo ben funzionante, non è cambiato nulla”. Renzi sottolinea ancora: “Nonostante tutte le levate di scudi dei mesi scorsi, magistrati e politici continuano a interloquire sul Csm come è doveroso che sia almeno fintantoché non si modifichi la Costituzione o si riformi il Csm”.

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