Zingaretti è preoccupato: "Sbrighiamoci a dare risposte economiche o sarà il caos sociale"

E a chi critica il Pd non per alzare abbastanza la voce replica: "A volte anche di me dicono che sono silente. Non lo sono, sono distante dai dibattiti inutili viziati dalle dinamiche pre Coronavirus".

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28 Maggio 2020 - 07.08


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 “Questa è l`unica alleanza possibile in questa legislatura e l`unica adeguata per affrontare l`emergenza. In questa fase o siamo capaci di dare risposte sociali ed economiche o nel Paese prevarranno la solitudine e il caos”. Lo dice Nicola Zingaretti, segretario del Pd, in un’intervista a Repubblica a proposito del destino del governo Pd-M5s.
Le sembra che queste risposte siano pronte? “No – ammette -, non siamo ancora pronti. Ma il Covid ci ha riportato a un senso comune: abbiamo bisogno gli uni degli altri e ora dobbiamo fare come i nostri nonni. Siamo diventati la settima potenza industriale perché ci sono stati uomini come Mattei che sono riusciti a collocare una idea dell`Italia nel futuro. Questo è il nostro compito”.
E a chi critica il Pd non per alzare abbastanza la voce Zingaretti replica: “A volte anche di me dicono che sono silente. Non lo sono, sono distante dai dibattiti inutili come quelli viziati dalle dinamiche pre Coronavirus”.
 “Il governo ha affrontato la risposta alla paura del Coronavirus con scelte chiare e coraggiose che altre democrazie hanno fatto solo in parte o in ritardo, pagando costi immensi. Non era scontato riuscirci. Ora deve essere chiaro che è cambiato l`ordine del giorno. La nuova fase richiede una capacità di progettare il futuro e quindi una comune visione sull`idea di Paese. Se gli italiani non percepiscono questo sforzo, la fiducia delle persone non ripartirà”. E’ quanto afferma il segretario del Partito democratico e governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, in un’intervista a Repubblica.
“Finalmente abbiamo politiche espansive”, ha commentato. “Il Recovery Fund apre una stagione di potenti investimenti e dimostra quanto le nostre ragioni fossero più credibili di quelle dei nazional-populisti. L`Europa sta ritrovando la sua visione accanto ai bisogni delle persone. Queste risorse non vanno distribuite a caso, come il formaggio sulla pasta, ma con una strategia chiara”.
E quella di Zingaretti è molto chiara: “Glielo dico in cinque punti. Sfida digitale. Scelte energetiche. Centralità dell`università e della ricerca. Riforma dello Stato e lotta alla burocrazia. Protagonismo dell`Europa. E chiedo al governo di convocare presto tutte le aziende a controllo pubblico, i colossi mondiali come Eni, Enel, Finmeccanica, Ferrovie: occorre dare una missione-Paese a questi grandi attori che gestiscono centinaia di miliardi di euro di investimenti. Sia chiaro, io rispetto l`autonomia di queste aziende. Ma la competizione è inutile senza una visione d`insieme”, ha commentato Zingaretti.

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