L'Italia ai tempi del Covid-19: troppi scienziati parlano e la politica non sa prendere decisioni

Per l'Italia il momento più difficile sarà organizzare la Fase 2, tenerci chiusi in casa è un gioco da ragazzi. Ma indicare una via, intraprendere un percorso quello non lo sappiamo fare.

Fase 2
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Claudia Sarritzu Modifica articolo

15 Aprile 2020 - 07.29


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La politica significa scegliere. Avere il coraggio di dire da che parte stai. Ascoltare le ragioni di tutti e poi decidere la strada da prendere. E’ responsabilità.

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Ormai da anni, per molti politici è diventata solo esprimere pareri sui social. Ma quando arriva il momento di scegliere stanno fermi. Si guardano intorno per capire a chi scaricare la responsabilità della propria incapacità di agire.

Scegliere comporta una dose importante di maturità, di coraggio, di rischio. Perché bisogna farlo per se stessi e per gli altri. Perché spesso dopo una scelta c’è una sconfitta. Un rimpianto.
Ma la politica è questo. Solo questo. E chi oggi fa questo di mestiere è più preoccupato dai like che prende, dal consenso che può perdere che dall’immobilismo del Paese.
E un Paese fermo è un Paese morto.

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L’Italia oggi è in mano a un comitato litigioso di virologi. Perché la scienza non è esatta. Per questo è importante che ci sia lo scienziato ma anche il politico. Perché quest’ultimo deve prendere decisioni. Ascoltare, fare sintesi e dire, ok andiamo da questa parte.

Oggi stiamo capendo chi è davvero un politico e chi solo un burocrate.
Per l’Italia il momento più difficile sarà organizzare la Fase 2, tenerci chiusi in casa è un gioco da ragazzi. Ma indicare una via, intraprendere un percorso quello non lo sappiamo fare.

Se ancora non siamo usciti dalla crisi del 2008 è per questo. Perché non abbiamo avuto leader all’altezza di una scelta.

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