Scontro Conte-Fontana, il premier: "La Lombardia poteva attivare da sola le zone rosse"

Non si è fatta aspettare la replica di Attilio Fontana: "Al di là del fatto che ammesso che ci sia una colpa, la colpa eventualmente è di entrambi"

Conte e Fontana

Conte e Fontana

globalist 6 aprile 2020
Il rimpallo di responsabilità tra il Governo e la Regione Lombardia continua: ora Conte afferma che "se la Lombardia avesse voluto, avrebbe potuto fare di Alzano e Nembro zona rossa in piena autonomia, dopo i primi casi di coronavirus". 
Il premier però, nel corso della presentazione del dl aprile, ha moderato i toni, ma nel pomeriggio aveva dichiarato: "Non vi è argomento da parte della Regione Lombardia per muovere contestazioni al governo nazionale o ad altre Autorità locali. Se la Regione Lombardia ritiene che la creazione di nuove zone rosse andasse disposta prima, con riguardo all'intero territorio regionale o a singoli comuni, avrebbe potuto tranquillamente creare "zone rosse", in piena autonomia".
"Si fa presente - continua la nota del presidente Conte - che le Regioni non sono mai state esautorate del potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti".
"Al pari di quanto hanno fatto altre Regioni - conclude Conte - come il Lazio, la Basilicata e la Calabria, nei cui territori, con ordinanza, sono state create "zone rosse" limitatamente al territorio di specifici comuni".
Non si è fatta aspettare la replica di Attilio Fontana: "Al di là del fatto che ammesso che ci sia una colpa, la colpa eventualmente è di entrambi, io non ritengo che ci siano delle colpe in questa situazione". 
Forse - ha ammesso Fontana - su Alzano si sarebbe potuto fare qualcosa di più rigoroso ma dopo che era stata istituita una zona rossa" in tutta la Lombardia "noi non avevamo neanche da un punto di vista giuridico modo di intervenire".
"Il 1 marzo è stato concordato il primo dpcm con misure restrittive su tutta la regione con particolare severità per le province di Bergamo,Cremona, Lodi e Piacenza, reiterando le misure già disposte per i dieci comuni del lodigiano. A fronte della mappatura della diffusione del contagio, Regione Lombardia il 3 marzo ha reiterato, fra le altre, la richiesta di istituire una zona rossa per Nembro e Alzano, attraverso il Comitato Tecnico Scientifico di supporto a Palazzo Chigi che condivideva tale valutazione, inoltrandola al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Salute".
"L'8 marzo - conclude la nota - il Governo ha deciso con proprio dpcm - quello che ha generato il drammatico esodo notturno dalla Lombardia - di istituire la zona rossa in tutta la regione, superando ogni decisione relativa a Nembro e Alzano e cancellando quella di Codogno".