Calderoli rispolvera la xenofobia: "Regolarizzare gli stranieri che lavorano nei campi? Prima gli italiani"

Parla il deputato leghista: "Altro che regolarizzare i clandestini, facciamo lavorare gli italiani" afferma, parlando dei campi dove sono sfruttati gli irregolari

Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

globalist 31 marzo 2020
Speravamo che il Coronavirus spazzasse via, con la sua furia che non fa distinzioni, razzismo e xenofobia? Ci siamo illusi. Semmai, la Lega sta solo facendo scorta, e lo dimostrano le parole di Calderoli: "Dopo il ministro Bellanova arriva anche il sindaco Giorgio Gori con la richiesta di regolarizzare i clandestini che lavorano nei campi, soprattutto nel Mezzogiorno. A tutti questi nostri amministratori vorrei far presente che siamo di fronte a una tragedia umanitaria le cui dimensioni ancora non sono note, anche in termini di durata, che tutta Italia è chiusa in casa, che il nostro sistema produttivo è paralizzato, che stiamo per affrontare una crisi economica di dimensioni mai viste, che molte azionde non riapriranno e che questi sono i presupposti di una fortissima impennata degli indici di disoccupazione a livello nazionale". 
"Ma vogliamo pensare ai nostri lavoratori e ai nostri cittadini? Vogliamo pensare prima agli italiani? Prima gli italiani dovrebbe valere sempre, ma adesso che siamo 'in tempo di guerra' deve valere ancora di più. Per cui nei campi ci mandiamo i disoccupati italiani, che verranno regolarmente pagati per questo lavoro oppure ci mandiamo quei cittadini italiani che percepiscono il reddito di cittadinanza e in questo caso li mandiamo gratis per non fare cumulo. Altro che regolarizzare i clandestini, facciamo lavorare gli italiani", conclude Calderoli.
Insomma, la lezione del Portogallo viene completamente ignorata, nonostante regolarizzare i clandestini e permettere loro di accedere al servizio sanitario potrebbe salvare le vite di tutti, che siano o meno italiani.