Salvini e Renzi guardano a Draghi ma Meloni dice no: "Dopo l'emergenza c'è solo il voto"

La presidente di Fratelli d'Italia: "Preferisco il voto popolare. Elezioni quando si potrà tornare a votare dopo l'emergenza, per gestire la lunga fase di ricostruzione".

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

Giorgia Meloni e Matteo Salvini

globalist 27 marzo 2020
I due Matteo (Salvini e Renzi) strizzano l’occhio all’ex presidente della Bce perché tutti e due hanno interesse a un governo di unità nazionale o come potrebbe essere per i loro calcoli politici.
Ma la leader di Fratelli d’Italia dice di no in anticipo: "Mario Draghi è una grande personalità, lo ringrazio per le parole sulla necessità di fare deficit in una fase così drammatica. Ma i governi non si fanno per alchimie. Preferisco il voto popolare. Insomma, elezioni quando si potrà tornare a votare dopo l'emergenza, per gestire la lunga fase di ricostruzione".
Lo ha detto la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni in una intevista al quotidiano Leggo.
"Il ruolo dell'Europa? In questa fase non è esistita. Non c'è un'Europa della solidarietà, delle grandi scelte. Forse pensano che Italia e Spagna devono arrivare in ginocchio al cospetto della prossima Troika? Sbagliano, senza Italia questa Europa si dissolve", aggiunge.
"Altro che cerotti - osserva Meloni - qui ci vuole uno choc positivo. Basta ai vincoli di ogni tipo: l'economia si riprenderà solo se potrà dribblare la matassa burocratica che opprime le imprese. E quindi: niente obbligo di fatturazione elettronica, niente obbligo di registratore di cassa, niente studi di settore, togliere il tetto all'uso del contante. Tutte cose che si possono fare subito, senza grande impegno economico da parte dello Stato. Potrebbero tornare i voucher. Serve liberare l'Italia, stare al fianco di quelli che producono e non distruggono il lavoro. Come? Penso innanzitutto alle modalità di pagamento della cassa integrazione in deroga: i soldi devono arrivare subito nelle tasche degli italiani costretti a casa e chi non utilizza la cassa integrazione per la propria azienda va premiato, altrimenti saremo al decreto 'Arrenditi Italia'. Penso proprio a un premio in percentuale, legato alla produzione e al mantenimento della forza lavoro, per gli imprenditori che continuano a pagare gli stipendi ai loro dipendenti: vanno sostenuti e aiutati".