Salvini e Renzi spingono su Draghi per liberarsi del governo Conte-Pd

Da Lega a Italia Viva a Forza Italia e il 'vecchio' centrista Pier Ferdinando Casini. Tutti a favore dell'ex presidente della Bce vagheggiando un governo di unità nazionale

Salvini e Renzi
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26 Marzo 2020 - 16.53


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Niente niente il Covid-19 è la scusa per dare una spallata al governo giallorosso? Che ne dicono i due mattei?

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Da Matteo Salvini a Matteo Renzi, passando per Forza Italia e il ‘vecchio’ centrista Pier Ferdinando Casini. Va in scena il fronte pro-Mario Draghi in Senato nel dibattito seguito all’informativa del premier Giuseppe Conte. Salvini è quello che colpisce di più: “Mi si permetta di ringraziare il presidente Draghi per le sue parole, perché è caduto il mito del non si può fare debito, oggi ci ha detto che ‘si può fare debito’. Benvenuto presidente Draghi ci serve l’aiuto di tutti, ci serve anche il suo, quindi sono contento, di quello che potrà nascere”.
Ecco, ‘quello che potrà nascere’. Dietro l’apprezzamento per l’intervento di ieri sul Financial Times, c’è la suggestione dell’unità nazionale con Draghi premier di un governo di ‘ricostruzione economica’ del Paese dalla crisi in cui l’emergenza Coronavirus potrebbe lasciarlo. Scenari, ovviamente. Ma se ne discute e gli interventi di oggi al Senato ne sono il segno esplicito.
Chi sarebbe a favore e chi contro? A favore Salvini, dunque. E poi Forza Italia. Dice Anna Maria Bernini: “Draghi ha titolo per essere evocato perché è quel signore che ha salvato l’euro e in tasca ha una serie di soluzioni che dobbiamo condividere”. Renzi, che ha sempre apprezzato Draghi, dice rivolgendosi a Conte: “Mario Draghi le indica la strada, quando dice che certo bisogna fare debito ma bisogna farlo per dare liquidità alle piccole e medie imprese perché rischiano di morire”.
Chi è invece contrario? Senza se e senza ma, i 5 Stelle. Draghi premier? “No, risposta secca e categorica”, dice Vito Crimi. Fredda Fdi di Giorgia Meloni. Sull’ipotesi Draghi premier interviene anche Pietro Grasso di Leu: “In un momento come questo, l’esecutivo deve esser tenuto fermo”, dice l’ex-presidente del Senato. E poi c’è il Pd. Dove, come sempre, non manca il dibattito. La posizione prevalente è per il no a qualunque ipotesi di unità nazionale. Con Andrea Orlando innanzitutto. Ma anche Graziano Delrio oggi ha escluso esplicitamente la cosa in un’intervista. “Siamo grati all’azione del presidente Conte e per noi-dice il capogruppo dem alla Camera- questo governo resta l’orizzonte”. C’è chi riferisce che anche l’area franceschiniana sarebbe molto cauta.
Ma poi c’è anche chi sottolinea come Draghi raccolga “un consenso molto trasversale nel Pd. Ieri sera il link dell’intervento su Ft girava in tutte le chat dei parlamentari dem – si riferisce in ambienti parlamentari-. Se le cose dovessero precipitare, sarebbe inevitabile un intervento per ricostruire dalle macerie e la soluzione di unità nazionale con Draghi potrebbe essere lo sbocco naturale…”. Il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, evoca la questione, se non altro come clima per affrontare questa fase: “Ora serve un clima di sostanziale unità nazionale, di reale collaborazione tra tutte le forze politiche”.
Distinto dalle suggestioni su un governo Draghi di unità nazionale, c’è invece l’apprezzamento tra i dem per l’intervento sul Ft. Affidato al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha ricordato come il governo italiano si stia già muovendo proprio nella direzione indicata dall’ex-presidente Bce: “In questo quadro, come giustamente richiamato da Draghi, a fianco di interventi di sostegno al reddito occorre mettere a disposizione ingenti garanzie pubbliche (…) Il governo italiano si muove in questa prospettiva sul piano nazionale ed europeo”.

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