Salvini, per cui la Padania non era Italia, ora farnetica: "Noi patrioti da prima del virus, fate tristezza"

Salvini offende tutti gli italiani con la sua vuota retorica: "Ci chiamavate fascisti e ora volete l'esercito, voi che ora cantate l'Inno mi fate tristezza"

Matteo Salvini
Matteo Salvini
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23 Marzo 2020 - 20.45


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Senza la sua propaganda sovranista, senza i porti chiusi e il razzismo fascio-sovranista, a Matteo Salvini rimane ben poco da fare. E quindi sfoga la sua frustrazione su twitter, dove è comparso un post che definire delirante è poco: “Ora volete più Forze dell’Ordine, fino a ieri scrivevate ACAB ovunque, oggi gli chiedete più interventi… Volete l’Esercito, li chiamavate servi, volevate cancellare la Festa delle Forze Armate, oggi li volete sotto le vostre case. Avete sostituito il Tricolore con l’arcobaleno, oggi lo esponete da balconi e finestre… Avete fischiato l’Inno di Mameli e lo avete sostituito con Bella Ciao, oggi lo cantate dai balconi. Vi dichiarate cittadini del mondo, rinnegando ogni patriottismo, oggi vi riscoprite orgogliosi della vostra Nazione. Gli Alpini montano Ospedali da Campo, le Associazioni d’Armi supportano la Protezione Civile, non vedo partigiani o sardine a darsi da fare. Noi che sventolavamo con orgoglio la nostra bandiera, che ci mettevamo la mano sul cuore appena partiva l’Inno, che applaudivamo ai Reparti che orgogliosi sfilavano in via dei Fori Imperiali… Noi eravamo Fascisti!!! Che tristezza mi fate, riscoprirvi e riconoscervi nel vostro Paese per colpa di un virus!!! Noi siamo quello che siamo sempre stati!!!! W l’Italia!!!!!!!”. 
Non ci sono nemmeno parole per commentare questo sproloqio. Si potrebbe ricordare a Salvini che ora vogliamo l’esercito per strada – posizione tra l’altro non condivisa da tutti – perché ora c’è un virus che uccide la gente. Prima invece c’era solo la sua vuota retorica dell’odio e della sicurezza contro i migranti. Potremmo ricordargli che la bandiera arcobaleno è un simbolo di pace, così come Bella Ciao è un inno alla Liberazione, e non sono in contrasto con l’Inno di Mameli, ma ne sono emanazione perché l’Italia è una Repubblica che ripudia la guerra fondata sull’antifascismo. Potremmo infine fargli notare che creare divisioni, alimentare un ‘noi’ e un ‘voi’ in tempi come questi, dove più che mai è necessaria l’unità e la cooperazione, è davvero il gioco squallido di un politico che sente aria di fallimento. 
Potremmo ricordargli tutto questo. Ma ci limitiamo invece a contemplare questa miseria, rassicurati – almeno – dai sondaggi che vedono l’imbattibile e onnipresente Lega in caduta libera. Con il Coronavirus tante sciocchezze saranno cancellate, e alcune di esse, come la Lega e i suoi proclami, cominciano già a puzzare di vecchio, ad assomigliare ad anticaglie di un passato che faremo molto in fretta a dimenticare. 

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