De Luca replica alle Sardine: "Io sono divisivo? Anche Papa Francesco lo è..."

Il governatore della Campania risponde a Mattia Santori contrario a una sua ricandidatura e propone un incontro con il movimento: "Per la conoscenza piena della realtà regionale, oltre il sentito dire".

Vincenzo De Luca
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18 Febbraio 2020 - 18.00


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Lui è considerato il simbolo di una politica politicante e non tutti gli perdonano la famosa battuta sulle ‘fritture di pesce’, ossia il discorso nel quale invitava gli amministratori democratici ad usare ogni mezzo, comprese forme di clientelismo e paternalismo, per convincere la gente a votare a favore del referendum sulla Costituzione di Renzi, che poi fu sconfitto.
Ora che il movimento non vuole la sua ri-candidatura alla guida della regione Campania De Luca è uscito allo scoperto: “Anche le Sardine sono state ‘divisive’ a Bologna, quando si sono opposte ai rigurgiti di razzismo e di antisemitismo, e al linguaggio violento che dilaga. Anche Papa Francesco è ‘divisivo’ quando parla di ambiente, di Amazzonia, di povertà. Figuriamoci la Campania; qui è divisivo chi usa parole chiare e parla con i fatti”.
Lo ha scritto su Facebook il governatore della Campania Vincenzo De Luca replicando alle dichiarazioni di Mattia Santori, con una lettera aperta al leader nazionale delle Sardine che inizia con “Leggo le dichiarazioni di Mattia Santori sulle candidature “divisive”.
Un post che De Luca conclude offrendosi di incontrare il Movimento delle Sardine nel corso della due giorni a Scampia in programma a marzo: “Le sardine – scrive – in Emilia, hanno detto cose importanti: rifiutare la violenza del linguaggio; difendere i valori umani e costituzionali; respingere le banalità, il propagandismo, valorizzare le competenze, i fatti concreti. Io sono d’accordo. So che ci sarà una iniziativa delle sardine a Scampia. Se si ritiene, può essere un’occasione importante per un confronto di merito, a partire dalla conoscenza piena della realtà regionale, oltre il ‘sentito dire'”.
Nella lettera De Luca sottolinea che in Campania “nelle nostre istituzioni, c’è chi risana i bilanci e chi sprofonda nei debiti; c’è chi combatte le clientele e chi le coltiva; c’è chi combatte la camorra e le intimidazioni e chi le subisce; c’è chi parla di lavoro e chi lo realizza; c’è chi risana la salita e chi la distrugge; chi risana le aziende di trasporto e chi le porta al fallimento; c’è chi dà il trasporto gratuito a 130.000 studenti e chi lo toglie anche ai pensionati; chi realizza opere pubbliche e chi non riesce a manutenere neanche i cimiteri; chi sostiene le università e la ricerca e le borse di studio e chi promuove matrimoni neomelodici con cavalli bianchi; c’è chi investe nella cultura e chi alimenta il plebeismo; c’è chi realizza impianti sportivi nuovi e chi chiude pure quelli che ci sono; c’è chi paga in tempi europei e chi fa fallire le aziende fornitrici parche non paga; c’è chi investe fino all’ultimo euro di fondi europei e chi questi fondi li perde; c’è chi risana l’ambiente e le acque, e chi mantiene cumuli di rifiuti in strada. E si potrebbe continuare a lungo”.

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