La sceneggiata leghista sulla Gregoretti, Bongiorno: "Non fu sequestro ma rallentamento allo sbarco"

Il leader del Carroccio ha chiesto ai suoi di non impedire il processo, ma il gruppo si sarebbe detto contrario allʼipotesi di vederlo alla sbarra

Salvini, Bongiorno

Salvini, Bongiorno

globalist 12 febbraio 2020

Giulia Bongiorno, difesa in punta di diritto. Centrale l’intervento della senatrice leghista Giulia Bongiorno, che si è rivolta ai senatori: “Il Parlamento sta scappando da alcune responsabilità” dice parlando in Aula. “Attenzione a non abdicare del tutto al nostro dovere e potere, stiamo svuotando di valori le nostre funzioni”. E ancora: “Non siamo azzeccagarbugli”... “In questa vicenda è in gioco l’autonomia del potere politico”. Poi si rivolge al leader leghista: “Lo dico anche a Salvini: non si faccia provocare. Non cada nella trappola, perché nessuno di noi può in qualche modo scavalcare i giudici. Quello che non è chiaro che c’è da un lato un ministro, dall’altro c’è il potere giudiziario che vuole processarlo, ma la legge dice che quando ci sono questi due poteri – come due piatti della bilancia – ci vuole un terzo giudice. La legge sceglie noi senatori, siamo noi i giudici. O capiamo questo o non abbiamo capito nulla”. Per Bongiorno c’è un “unico quesito: quando Matteo Salvini era ministro dell’Interno il rallentamento dello sbarco dei migranti, in attesa delle risposte sulla loro redistribuzione, l’ha fatto nell’interesse pubblico?”. Bongiorno chiama direttamente in causa Giuseppe Conte. “Non faccio chiamate in correità, perché non ci sono reati”, premette Bongiorno, ma “in questa vicenda chi ha redistribuito è considerato buonissimo, chi gestisce lo sbarco cattivo. Come se redistribuzione e sbarco fossero due cose diverse. Voglio dire a Salvini una cosa: io sono di parte, prenda un altro avvocato, ce ne è uno molto più autorevole di me. Leggete queste parole: “bisogna ricollocare e consentire poi lo sbarco”. Sono le parole del presidente del Consiglio, avvocato Conte” dice Bongiorno sventolando un foglio in Aula. “Aderiamo alla tesi del professore Conte sulla stretta connessione tra sbarchi e redistribuzione. Nessuno ha commesso un reato. Io credo che sia impossibile configurare un rallentamento allo sbarco come un sequestro di persona. Create questa nuova fattispecie incriminatrice, il rallentamento allo sbarco. E processate Salvini. Ma certamente non è sequestro di persona. In nome della separazione dei poteri - conclude Bongiorno rivolta ai senatori - non celebratene il requiem ma siate liberi coraggiosi e forti”.