Il fedelissimo Spadafora: "Attacchi a Di Maio ingiusti, sostituirlo non è la soluzione"

Il Ministro per le politiche giovanili: "Di Maio è stato scelto e votato e la sua figura è prevista dallo statuto. Sbagliato dargli tutte le responsabilità"

Vincenzo Spadafora e Luigi Di Maio

Vincenzo Spadafora e Luigi Di Maio

globalist 12 gennaio 2020
Nonostante tutto, Di Mai ha ancora dei fedelissimi all'interno del M5s. E mentre da più parte arrivano le richieste, nemmeno più così sottovoce, di dimissioni o quantomeno di rinuncia al ruolo di capo politico, e i cinque stelle esodati sono già arrivati a quota 11 nei primi 12 giorni dell'anno, il ministro delle politiche giovanili Vincenzo Spadafora non ha intenzione di abbandonare Di Maio: "Chi immagina gli Stati generali come uno scenario di guerra" ha detto, "è un folle. Piuttosto vediamo quali proposte e soprattutto quali persone si candideranno ad assumere delle responsabilità che finora sono ricadute tutte sulle spalle di Di Maio". 
"Di Maio" ha continuato il Ministro, "è stato protagonista dello straordinario percorso che ha portato il M5S dove è e che ha rotto il sistema del finto bipolarismo. Questo giustifica gli attacchi dall'esterno, ma sono gravi quelli interni. Sono frutto solo di un cieco cinismo. È un'illusione pensare che sostituire Luigi possa essere una vittoria. Alla fine si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle inascoltate".
"Lui è stato scelto e votato: La sua figura è prevista dallo statuto. E mi lasci dire che è ingiusto e ipocrita criticarlo da posizioni e ruoli che si ricoprono che sono il frutto del lavoro svolto da Di Maio - sottolinea il ministro - La riconoscenza è proprio vero che è quel breve momento tra una richiesta e l'altra".
"Luigi è riuscito far camminare insieme le diverse anime del M5S, i volti storici e quelli nuovi. Ci sono tante persone in grado di dare un contributo, che si possono candidare a nuovi ruoli ma saranno gli Stati generali la sede per farsi avanti", evidenzia Spadafora, che alla domanda se sia stata giusta l'espulsione di Gianluigi Paragone risponde cosi': "Paragone viene dalla Lega. Ha diretto la Padania. È stato in Rai in quota Lega. Ha giocato una sua partita personale. Ed è stato espulso perche' non ha rispettato le regole".