Cathy La Torre: "Salvate la Borgonzoni, non ha idea di come governare l'Emilia Romagna"

L'avvocata fondatrice di 'Odiare ti costa': "Persino Matteo Salvini non se la porta ai comizi, perché vuole fare dimenticare che se vince la Lega sarà lei a governare"

Lucia Borgonzoni

Lucia Borgonzoni

globalist 12 gennaio 2020
"Salvate il soldato Lucia Borgonzoni. Sul serio. Salvatela". Comincia così il lungo post di Cathy La Torre, avvocata e fondatrice della campagna 'Odiare ti costa', che si assume il compito di perseguire penalmente chi lascia commenti di odio sui social e non solo, dedicato a Lucia Borgonzoni. 
"Da quando è cominciata la campagna elettorale" scrive La Torre, "la candidata della Lega che fra due settimane spera di diventare presidente dell’Emilia Romagna: ha detto che l’Emilia-Romagna confina con il Trentino Alto Adige a nord e con l’Umbria a sud;
ha dato appuntamento sui social ai suoi sostenitori a Ferrara, postando una foto di Bologna; si è scagliata contro le visite a pagamento dal privato, proponendo però allo stesso tempo per l’Emilia Romagna il modello lombardo, che a sua insaputa è fatto per gran parte di sanità privata; ha proposto ospedali aperti “di notte e nel weekend in Emilia-Romagna”, che a sua insaputa sono già aperti di notte e nei weekend; ha proposto una legge regionale per la costituzione di un assessorato al Turismo nella Regione Emilia-Romagna, che però già esiste, dal 2011, a sua insaputa; ha proposto una legge regionale per finanziare le rievocazioni storiche che però, a sua insaputa, esiste già; ha proposto d’istituire un Osservatorio regionale sulle disabilità. Che però, a sua insaputa, esiste già; ha promesso l’istituzione di “un fondo per aiutare le persone che subiscono violenze". Che però in Emilia Romagna esiste già, evidentemente a sua insaputa. E precisamente da 15 anni". 
"L’Emilia Romagna" continua il post,  "è tra le prime regioni in Italia per sanità, servizi, produttività, lavoro. E questo perché gli emiliano romagnoli, per il bene delle proprie famiglie e della propria comunità, hanno sempre scelto con criterio alla guida della propria regione persone competenti, capaci, serie. Oggi vogliono farci perdere tutto questo per consegnare la Regione nelle mani di una persona che non sa nemmeno dove sia la propria regione. Che viene tenuta alla larga del suo stesso leader, che non avendo altri argomenti spera di far votare per la propria candidata con foto di lui che addenta cibi locali. Perché vuol nascondere loro che, in caso di vittoria, a governare sarebbe lei, quella che non distingue Bologna da Ferrara, e non lui.
Ma l’Emilia Romagna ha una dignità che non si compra con i selfie. Ma si conquista con competenza, serietà, proposte e buona politica. Mettetevelo bene in testa"