Sallusti fa il tifo per Paragone: "Vai fino in fondo e sfascia i grillini"

Il direttore de 'Il Giornale' dedica l'editoriale all'ex giornalista di Padania e Libero espulso da M5s

Alessandro Sallusti
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3 Gennaio 2020 - 09.52


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Tutta la destra tifa per lui. La Lega, ovviamente, Giorgia Meloni e adesso il Giornale di Sallusti,
“Quando sul finire del 2017 vidi l’amico e collega Gianluigi Paragone presentare la manifestazione che incoronava Luigi Di Maio candidato premier dei Cinque Stelle, tra me e me dissi: ecco, ci risiamo, altro giro altro regalo. E il regalo arrivò puntuale poche settimane dopo con la candidatura a senatore in un collegio blindato. Perché Gianluigi è fatto così: adesca, incanta, incassa e poi si mette a fare casino se non gli danno tutto quello che chiede. In questo è un numero uno e con questa tecnica ha girato tutto l’arco costituzionale mediatico e politico, salvo la sinistra che non escludo sia già nel suo mirino come prossima tappa”. 

Nel suo editoriale Alessandro Sallusti commenta il caso Paragone  Il direttore de ‘Il Giornale’ (che oggi titola ‘guai grillini, la verità su Paragone ) ironizza sulla carriera del senatore pentastellato espulso dal Movimento cinque stelle e alla fine tifa per lui, invitandolo ad andare avanti per la sua strada così da ”sfasciare quel che resta dei grillini”.

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”Lo confesso, questa volta, vedi i casi della vita -scrive Sallusti- mi ritrovo a tifare l’infedele Paragone : forza Gianluigi, vai fino in fondo e sfascia quel che resta dei grillini, è l’occasione per riscattare una vita ondivaga e sei a un passo dal realizzare il tuo sogno di sempre: entrare se non proprio nella storia almeno nella cronaca. Dai senatore, tu le cose sai come sono andate e come stanno dentro quella gabbia di matti: parla, fai qualcosa, pensa al titolone di prima pagina sul Corriere: “Paragone fa cadere il governo”; su Repubblica: “Conte si arrende a Paragone “; sul Giornale: “Grazie Gianluigi”. E poi, pensa che tristezza se passata la sbornia di Capodanno -conclude- nessuno, come probabile, si ricorderà né parlerà più di te”.

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