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Il sindaco di Bibbiano accusato di abuso d'ufficio: il reato che Salvini vorrebbe abolire

Era maggio quando Salvini diceva che voleva abolire il reato di abuso d'ufficio. Peccato che fosse esattamente di questo (e non di altro) che era accusato il sindaco di Bibbiano

Salvini
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globalist

4 Dicembre 2019 - 20.45


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Non si scusa Matteo Salvini. E fin qui nessuna novità: dovessimo fare la lista di tutte le persone insultate dal leader della Lega in questi ultimi anni non ci basterebbe un anno di tempo. E a questa lista oggi dobbiamo aggiungere Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano che dopo 5 mesi di obbligo di dimora oggi è tornato libero, visto che la Corte di Cassazione ha deciso che non c’erano i presupposti per l’arresto. 
Non che fosse una novità: si sapeva già che con lo scandalo che ha investito i servizi sociali in Emilia-Romagna il primo cittadino non aveva nulla a che fare. Addirittura il procuratore capo Marco Mescolini aveva dichiarato che Carletti rispondeva solo in merito alla presunta violazione delle normative sugli appalti e per abuso d’ufficio.
Ora, a Carletti l’Italia intera dovrebbe chiedere scusa. Salvini e i suoi allegri compari, nella loro becera propaganda, hanno cavalcato l’onda delle bugie, e continuano a farlo, dato che il leader della Lega ha dichiarato che “le uniche scuse devono farle coloro che senza motivo hanno portato via i bambini alle loro famiglie e coloro che hanno coperto questo indegno sistema”. Insomma, recidivo: non si sa in che lingua dirlo che Carletti con questo ‘indegno sistema’ non c’entrava nulla, ma per gli elettori della Lega uno slogan vale più della verità. 
C’è però un’altra cosa che contraddistingue gli elettori della Lega, ed è la mancanza di memoria a lungo termine. Perché Carletti è indagato per abuso d’ufficio che non più tardi di maggio scorso Salvini aveva dichiarato di voler abolire: “Io voglio scommettere sulla buona fede degli italiani, degli imprenditori, degli artigiani, dei sindaci. Abbiamo una burocrazia e una paura di firmare atti, aprire cantieri sistemare scuole, ospedali. Io lo abolirei, perché non posso bloccare 8mila sindaci per la paura che uno possa essere indagato. Ci sono sindaci che non firmano niente per paura di essere indagati” aveva detto Salvini a proposito. 
E adesso, magicamente, andiamo ad accusare il sindaco di Bibbiano proprio di abuso d’ufficio. E se la Cassazione oggi avesse confermato l’obbligo di dimora, Salvini & Co. avrebbero allegramente festeggiato, perché sanno che sono circondati da un popolo elettorale che ha la memoria di un pesce rosso. 

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