Bettini è "stufo" dei 5 stelle e categorico: "Si cambi musica o si chiude"

L'esponente Pd al Corriere: "Non sarà un matrimonio o un fidanzamento, ma non si può ridurre questo Governo a una scappatella occasionale. L'Italia ha problemi enormi"

Goffredo Bettini

Goffredo Bettini

globalist 2 dicembre 2019

“Stufi per un certo andazzo sì”. Risponde così Goffredo Bettini a una domanda sui rapporti con i 5 stelle, che vogliono bloccare la riforma del Mes, quella sulle autonomie e l’alleanza politica con il Pd sulle Regionali. In un’intervista al Corriere della Sera, l’esponente dem chiede un cambio di passo altrimenti salta tutto. 





“Abbiamo detto che ci vuole maggiore coesione e lealtà. Spero che Conte a gennaio concordi un’agenda su cui l’intera maggioranza si possa confrontare e decidere. Dopo ci vuole più disciplina e più responsabilità. Rispetto il travaglio dei 5 Stelle. Va bene che tra noi non sia un matrimonio; neppure un fidanzamento. Ma non si può ridurre questo Governo a una scappatella domenicale per uno svago occasionale. I problemi italiani sono enormi; o si affrontano con efficacia o è inutile stare al potere. Non sono pessimista. C’è la possibilità di rovesciare l’orientamento dei tanti italiani che hanno votato la destra. Ma occorre più chiarezza di idee e tanta determinazione”.




Bettini elenca alcuni dei problemi “enormi” dell’Italia, dal reddito dei ceti medio bassi al dramma dell’Ilva. Sottolinea le misure adottate dal Governo per cambiare rotta. Ascolta però anche le parole che Pierluigi Castagnetti pronuncia sulla possibilità che cali il sipario sul Governo. E dice: 



“Castagnetti è un uomo di grande saggezza. Se lui pronuncia parole così gravi, significa che nelle prossime settimane, approvata la manovra di bilancio, o si cambia musica o finisce la musica. Comunque, andare subito al voto qualche mese fa sarebbe stato un azzardo. Una rinuncia in partenza. Accettare la sfida, invece, ha permesso almeno tre risultati importanti: evitare la bancarotta del Paese e l’uscita dall’Euro; rimuovere una posizione di isolamento ideologico del Pd e ricominciare a fare politica. Infine, la promozione di una classe dirigente europeista e di grande qualità, a partire da Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri. Oggi, grazie anche a quella sfida, si è affermato di fatto uno schema bipolare: il campo democratico e la destra. Questo ci permette di combattere assai meglio nelle prossime prove elettorali”.




Secondo Bettini l’alleanza con M5S è un processo che “fin dall’inizio abbiamo previsto come difficile e impegnativo”, perché i 5 Stelle “sono un mondo complesso”. Il loro spazio, secondo l’ex parlamentare Pd, “si è ora drasticamente ridotto per loro” anche per l’arrivo delle sardine che “dimostrano che ritorna la politica, anche se in forma non partitica. E Salvini, dall’altra parte, ha politicizzato lo scontro tra la destra e i progressisti. Non ci sono più zone grigie e intermedie. Anche i 5 Stelle debbono scegliere”.