Open Arms, Salvini attacca i giudici ma dimostra di ignorare cosa sia la legge

Al congresso del Sap dal leghista parole in libertà senza tenere conto del codice penale e del codice di procedura penale

Salvini

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globalist 19 novembre 2019
Siamo alle solite: quando Salvini è in torto comincia ad alzare la voce, nella speranza che i suoi sbraiti coprano la verità dei fatti. Cercare di apparire come la vittima del sistema è la tattica preferita di Salvini quando si sente messo alle strette, ma non si può certo dire che piagnucola (quello, semmai, lo fa quando deve chiedere l'immunità). In verità, il suo tono ha sempre una sotterranea minaccia, e anche in questo caso non è stato da meno: "Mi domando se in Procura ad Agrigento non abbiano cose più serie di cui occuparsi. Usano denaro pubblico, prima o poi mi verrà voglia di chiedere conto di come lo usano. È la seconda, la terza, la quarta, la quinta inchiesta. Ho fatto quello che gli italiani mi chiedevano di fare, ho difeso i confini, inizio a essere stufo". 
"Magari chiederemo conto a qualcuno di come utilizzano il tempo e il denaro che i cittadini italiani investono in giustizia - ha concluso - perché temo che ad Agrigento e in Sicilia ci siano temi ben più gravi che rompere le scatole a Matteo Salvini".
Sapessi noi, come siamo stufi di queste corbellerie. Perché ogni frase di quanto detto da Salvini mostra una crassa ignoranza di come funziona la legge in Italia. O meglio, cela il disperato tentativo di scappare alla giustizia nascondendosi dietro il populismo. 
"Ci sono cose più serie di cui occuparsi"
Il benaltrismo è un'altra delle tecniche preferite dai leghisti, ma la nostra Costituzione, all'art. 112, sancisce il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale da parte del pubblico ministero in caso di ipotesi di reato. Infatti, in base all'art. 335 del Codice di procedura penale, il pm "iscrive immediatamente, nell’apposito registro custodito presso l’ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito". 
Cosa vuol dire, in sostanza? Vuol dire che la giustizia non lavora caso per caso, né valuta l'importanza di un reato rispetto a un altro. Se c'è un ipotesi di reato, sia esso un furto o un sequestro di persona, il pm è obbligato ad aprire un'indagine. 
"Ho fatto quello che gli italiani mi chiedevano di fare"
C'erano almeno sei paesi che, nelle ore immediatamente successive al salvataggio dei migranti, avevano dato la loro disponibilità per ospitare i migranti. I "confini" che Salvini avrebbe difeso sono solo nella sua testa: i migranti sarebbero scesi dalla nave senza clamore e sarebbero stati distribuiti in sei differenti paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna), senza che nessuno rimanesse in Italia, a parte coloro che sarebbero stati ospitati a spese della Chiesa, che aveva anche dato la sua disponibilità. L'unico motivo per cui Salvini non ha fatto sbarcare quelle persone è stato per opportunismo politico, rischiando grosso dato che lo stesso Pm Patronaggio, che il 20 agosto ha disposto lo sbarco, ha parlato di "situazione esplosiva" a bordo della nave. 
L'articolo 13 della Costituzione difende a chiare lettere la libertà personale e l'art. 605 del Codice Penale recita: "Chiunque priva taluno della libertà personale è punito con la reclusione da sei mesi a otto anni. La pena è della reclusione da uno a dieci anni, se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni".