De Majo replica alle accuse: "Io critico le politiche di Israele ma non sono antisemita"

La neo assessora alla Cultura del Comune di Napoli, in riferimento alle critiche seguite alla sua nomina e legate a un post su Facebook nel quale esprimeva pesanti critiche nei confronti di Israele.

De Majo, foto di Maria Novella De Luca

De Majo, foto di Maria Novella De Luca

globalist 14 novembre 2019
Parla di "attacco mediatico squadrista" Eleonora de Majo, neo assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, in riferimento alle critiche seguite alla sua nomina e legate a un post pubblicato nel 2015 su Facebook nel quale esprimeva pesanti critiche nei confronti del governo israeliano. Secondo de Majo si è trattato di "un attacco mediatico squadrista, immotivato perché partito da un post che pubblicai nel lontano 2015, quando non ricoprivo alcuna carica istituzionale e nel quale commentavo duramente una dichiarazione in cui il premier israeliano Netanyahu affermò all'assemblea delle Nazioni Unite che 'Hitler non voleva sterminare gli ebrei ma solo espellerli', dichiarazione così assurda che poi fu costretto a ritrattare".

Nella giornata di ieri, racconta De Majo in un post su Facebook, "sono stata offesa e minacciata in ogni modo attraverso i social network e accusata di 'antisemitismo' e addirittura razzismo da figure politiche che soffiano su odio e intolleranza da quando hanno iniziato la propria carriera politica. Io che non ho mai mancato un appuntamento antifascista e antirazzista negli ultimi dieci anni, che sono stata nei campi profughi tra Macedonia e Grecia a guardare negli occhi gli effetti devastanti di quella politica dell'odio e del filo spinato praticata da chi oggi mi accusa".



Secondo de Majo "essere radicalmente critici verso l'apartheid che lo stato di Israele pratica nei confronti del popolo palestinese non ha nulla a che fare con l'antisemitismo. Meno che mai con il razzismo. Siamo il paese in cui i partiti di centrodestra, i cui esponenti oggi si riempiono la bocca accusando me di antisemitismo, votano contro l'istituzione della commissione sull'odio, voluta da una senatrice vittima della violenza nazista. Questa campagna diffamatoria ad armi impari non la vincerete, fatevene una ragione. A testa alta e pancia a terra sono a lavoro per la città che amo", conclude.