Meloni cerca nuovi alibi: "L'Ilva chiude ma il parlamento si occupa di odio"

L'ennesima capriola della capa di Fratelli d'Italia che non vuola le commissione Segre e che difende i fascisti che vanno a celebrare un dittatore sanguinario come Mussolini

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni
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9 Novembre 2019 - 17.19


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Non si smentiscono mai: pur non di accusare senza se e senza ma i razzisti, gli antisemiti, i fascisti e Mussolini promotori delle leggi razziali e Giorgio Almirante, che nella diffusione del razzismo e del manifesto della razza ebbe un ruolo non secondario, si aggrappano a tutte le scuse.

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Nemmeno John Belushi nei Blue Brothers ne aveva sparate così tante.
“La più grande acciaieria d’Europa rischia di chiudere e il Parlamento si occupa di parole d’odio”, che “non sanno però quali siano e decidono loro volta per volta”.
Lo dice il leader di Fdi, Giorgia Meloni, durante il suo intervento a un evento a Milano per ricordare la caduta del Muro di Berlino.
“Io – dice – sono la persona più insultata d’Italia, mi dicono ‘Meloni ti appendiamo a testa in giù'”, ma il problema, argomenta, “è che se io dico che sono per la famiglia tradizionale queste sono parole d’odio”.
Secondo Meloni, “l’obiettivo della sinistra democratica, visto che loro nel merito non sanno rispondere, è impedirti di dirlo, di parlare, e non penso che questa si possa definirsi democrazia”.
Ovviamente nella libertà di pensiero sono incluse le manifestazioni fasciste in onore di un dittatore che portò l’Italia alla rovina, uccise con il gas le popolazioni delle colonie, impiccò chi resisteva in Libia e mandò a morte gli ebrei italiani.

 

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