A Predappio nacque il fascismo, negare il viaggio ad Auschwitz è ancora più grave

Parla Miro Gori, presidente dell'Anpi di Forli e Cesena: «Non si può paragonare la Shoah ad altro. Democrazia a rischio, tutto lo schieramento democratico, sinistra e moderati, deve dare una risposta alla deriva»

Auschwitz

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Desk 9 novembre 2019
di Stefano Miliani

«Predappio è il luogo di nascita del fascismo, era il luogo aurorale della dittatura, ci vanno i nostalgici di Mussolini. Eliminare un piccolo contributo al viaggio ad Auschwitz lì è ancora più drammatico. Il sindaco Roberto Canali ha una responsabilità enorme». Miro Gori, presidente dell’Associazione nazionale partigiani – Anpi di Cesena e Forlì, oltre a criticare senza mezzi termini la scelta del primo cittadino a capo di una giunta di destra spiega perché il suo atto, in quella città, in quel luogo, è ancora più grave. Il contributo per il “Treno della memoria” da quanto si legge ammontava a 370 euro. Giudicate voi …

Il sindaco di Predappio nega il viaggio ad Auschwitz e partono le proteste

Parla dunque Miro Gori. Che oltre a presiedere l’Anpi è stato sindaco di San Mauro Pascoli dal 2004 al 2014 ha una certa notorietà nelle patrie lettere come poeta dialettale mentre lui ricorda di aver scritto a lungo anche come critico cinematografico del Manifesto.
Allora Gori, il sindaco ha negato i fondi al viaggio ad Auschwitz di alcuni ragazzi perché, sostiene, è “di parte”, darebbe una visione parziale della storia, “non esistono morti di serie A e B”, e richiama le vittime delle foibe. Cosa risponde?
Credo che commetta un errore colossale. Prima di tutto non si può paragonare uno sterminio di massa, dove le persone venivano platealmente considerate inferiori, venivano scientificamente distrutte, deportate, torturate e uccise, con le vittime di eccidi. I morti delle foibe furono vittime, ma allora ci sono anche le stragi e gli orrori compiuti dai fascisti in Slovenia o in Grecia. Se si entra in quel tipo di canale non chiudiamo niente. Allora perché non le vittime dei gulag? Lo sterminio degli ebrei ha una sua specificità, è disumanità totale, è un unicum nella storia. Uno sterminio perpetrato in quel modo e con quella crudeltà non ha paragone.
E le foibe?
Se vogliamo allargare il raggio niente in contrario ma non si fanno viaggi nei luoghi delle foibe se cancelli quelli per Auschwitz? L’educazione repubblicana e democratica in Europa e nel mondo richiede di educare i giovani e a me la posizione del sindaco sembra assurda.
La scelta del sindaco non fa il paio con l’astensione della destra sulla Commissione Segre? Non si iscrive nello stesso tipo di pensiero?
Quell’astensione è ancora più eclatante e vergognosa. Qui non hai mandato un ragazzino o una ragazzina, l’atto della destra in Parlamento ha un valore simbolico enorme: ha colpito non tanto una persona ma un simbolo, una donna che ha patito e subito sulla sua pelle il nazismo e dice che non odia.
Però parla.
Ed è ebrea. Liliana Segre ha spiegato pacatamente di volere la commissione contro l’odio e il rancore. Quell’astensione è gravissima, e ancor più grave e allucinante è che abbia bisogno della scorta in un paese democratico.
Scusi, ma ogni giorno che passa la destra alza la posta. E continuerà ad alzarla. Andrà sempre più in là. Ormai non è chiaro?
Infatti il dubbio che abbiamo molti su Predappio è se lo hanno fatto in maniera improvvida e si sono sbagliati o in maniera precisa, coscientemente, per alzare il clima dello scontro.
Di questo passo teme che si possa tornare a una dittatura?
Temo di più una democrazia autoritaria: abbiamo esempi in Ungheria, Polonia, in Turchia anche se non è in Europa. Non temo un ritorno del fascismo con il manganello ma di una situazione pericolosissima dove il capo demagogo è in rapporto diretto con la massa saltando Parlamento, sindacati, corpi intermedi. Così si arriva a una “democratura”.
La Lega è il partito con più consenso, ora.
Se prende l’Emilia Romagna crolla tutto.
La sinistra che fa?
Io sono di sinistra e rispondo con fatica. La mia opinione, non necessariamente quella dell’Anpi, è che dobbiamo puntare su uno schieramento democratico antifascista con le forze di sinistra e coinvolgere tutte quelle persone del centro moderato e antifascista. Dovremmo fare uno sforzo. Come associazione dei partigiani abbiamo due canali: uno è la formazione e la cultura, l’altro è la mobilitazione politica, non partitica. Quindi come persone democratiche dobbiamo andare in piazza e poi fare un grande lavoro di formazione come lo è il viaggio ad Auschwitz. Quando ero sindaco a San Mauro Pascoli mandavamo i ragazzi sul Treno della memoria e al ritorno li facevamo parlare della loro esperienza. Non mi risulta che quei ragazzi siano diventati marxisti leninisti, alcuni votano a destra, ma dobbiamo formare: è compito della sinistra e dell’Anpi rispondere con una mobilitazione, con i sindacati, associazioni come Libera o l’Arci, insomma tutto quel fronte democratico che può fare argine alla deriva autoritaria. Quel rapporto diretto tra capo e massa scavalcando i corpi intermedi di cui dicevo è terribile, la democrazia parlamentare e liberale salta.