Fratoianni: "Bijia è fascista e antisemita, il Governo risponda sui rapporti con lui"

Il deputato di LeU commenta così la nuova inchiesta comparsa sulla Stampa: "I rapporti dell'Italia con questo trafficante sono opachi, il governo chiarisca"

Bija

Bija

globalist 24 ottobre 2019
Nicola Fratoianni ha commentato l'inchiesta comparsa oggi su La Stampa sulla vicenda dei rapporti dell'Italia con il trafficante di esseri umani Bija, dalla quale si evince che "l'Italia ha avuto a che fare con lui per molto tempo. Oggi veniamo a sapere" ha detto il parlamentare di LeU, "che le sue gesta (di Bija, ndr) erano già pubbliche: dall'antisemitismo e l'odio verso gli ebrei al saluto fascista insieme ad un altro paio di cadetti della cosiddetta Guardia Costiera Libica". 
"Insomma un altro capitolo - prosegue Fratoianni - si aggiunge al rapporto opaco tra personaggi assolutamente poco raccomandabili e pezzi del nostro Stato. Come sono opachi alcuni progetti italiani ed Ue di rapporto con le milizie libiche, fiumi di soldi pubblici che evidentemente non sono stati utilizzati per salvare migranti in difficoltà ma solo ad ingrassare personaggi e gruppi di dubbia credibilità. Per non parlare di soldi pubblici che vengono utilizzati in modo bizzarro (a che servono 80mila euro di ufficio stampa, se è un progetto riservato e le carte sono segretate?)".
"Troppe domande senza risposta, troppi misteri ed opacità, su cui chiameremo il governo a rispondere in Parlamento - conclude Fratoianni - Un'altra inchiesta che ci convince ancor di più della necessità di stracciare gli accordi sottoscritti dai governi precedenti con le milizie libiche".