Marcucci: "Troppo presto per pensare a M5s come alleato strategico"

Il capogruppo del Pd al Senato la pensa così anche su Conte: "Noi al Pd abbiamo delle regole. Conte si candiderà alle primarie? Le può vincere? Al momento credo di no"

Andrea Marcucci

Andrea Marcucci

globalist 22 ottobre 2019
Il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci è piuttosto scettico riguardo un'alleanza strategica con i cinque stelle: "Bisogna prima vedere come funziona il rapporto al governo, quali sono i punti di intesa programmatici e solo dopo fare il punto sulle alleanze. Cosa diversa sono le regionali, dove saranno i territori a esprimere le loro preferenze: in Umbria come è noto insieme a Di Maio, in Toscana, in Campania e probabilmente anche in Emilia senza il M5s" ha dichiarato Marcucci in un'intervista al Corriere. 
E il ragionamento del 'vediamo come va' si applica, per Marcucci, anche sulla leadership di Giuseppe Conte: "Conte si candiderà alle nostre primarie, convincerà i nostri elettori? Ad ora, direi proprio di no". 
Sul perché il Pd non si batta con Italia viva per eliminare le microtasse, spiega: "Si può fare tutto, ma in un governo di coalizione serve prioritariamente un via libera unanime. Dobbiamo evitare a tutti i costi il progressivo logoramento che ha incontrato il governo Conte-Salvini".
Su Quota 100 aggiunge: "Dico la stessa cosa da sempre, non ho cambiato idea. Quota 100 non mi piace, per accontentare un numero ristretto di persone penalizziamo i giovani. Ma anche in questo caso, vale un accordo nella maggioranza. Se non si trova, ricordiamoci comunque che il provvedimento si esaurisce nel 2021. Dobbiamo tentare il più possibile di salvare la certezza del diritto, non possiamo cambiare leggi ogni anno, modificando i piani di vita dei cittadini".