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Fratoianni sull'inchiesta di Avvenire: "Vogliamo la verità su Bija e Libia"

Il parlamentare di Leu commenta l'intervista del trafficante libico che ha confermato di essere arrivato in Italia in forma ufficiale e da invitato

La foto ufficiale dell’incontro presso la Guardia costiera a Roma. Il quarto da sinistra è Bija
La foto ufficiale dell’incontro presso la Guardia costiera a Roma. Il quarto da sinistra è Bija

globalist

16 Ottobre 2019 - 16.07


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Una importantissima inchiesta di Nello Scavo de l’Avvenire sulla quale c’è da fare chiarezza: “L’incredibile vicenda della trasferta nelle “sedi istituzionali” del nostro Paese del trafficante libico di esseri umani Bjia si arricchisce di ulteriori inquietanti elementi. Oggi Avvenire pubblica un suo colloquio con il giornale da cui apprendiamo che in Italia ci è venuto in forma ufficiale, utilizzando il proprio vero nome, e chi lo ha invitato sapeva benissimo chi era”.

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Lo ha detto Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana-Leu.

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L’uomo della Guardia Costiera libica accusato dall’Onu di essere un torturatore e un trafficante era venuto al Cara di Mineo cin una delegazione ufficiale libica per ‘imparare’ a gestire un centro per rifugiati.

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Poi tutti hanno capito che in Libia era più corretto parlare di lager.
“Insomma ben altra storia – prosegue il parlamentare di Leu – rispetto alle versioni giustificative uscite dai nostri apparati e dai ministeri nei giorni scorsi. Ora basta, vogliamo sapere la verità, fino in fondo”.
“Vogliamo capire le responsabilità politiche e quelle operative – conclude Fratoianni – che hanno permesso di ospitare ufficialmente un tale personaggio nel nostro Paese, che peraltro, cosa ancora più grave, oggi lancia velate minacce nei confronti dei giornalisti italiani che hanno contribuito a squarciare il velo di ipocrisia, malafede, disonore che caratterizza questa vicenda”

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