Minacce a Pacifici: condannati due fascisti di Militia

Sono accusati di minacce nei confronti dell’ex presidente della Comunità Ebraica Romana.

Riccardo Pacifici

Riccardo Pacifici

globalist 15 ottobre 2019
Antisemitismo non solo in Germania, ma anche in Italia. Il fascismo ormai sembra un reato solo nella carta perché continua a esistere in molti movimenti politici, che nonostante lo siano dichiaratamente hanno l'ardire anche di candidarsi alle elezioni.
Questa volta però è arrivata una condanna. Un anno e due mesi di reclusione per Maurizio Boccacci e Stefano Schiavulli, i due esponenti di Militia, accusati di minacce nei confronti dell’ex presidente della Comunita' Ebraica Romana Riccardo Pacifici.
La sentenza è stata emessa dalla quinta sezione del tribunale collegiale di Roma, presieduta da Marina Finiti, a conclusione del processo nel quale ai due imputati si contestava il reato di minacce aggravate da quanto previsto dalla cosiddetta ‘Legge Mancino’, quella che punisce la discriminazione razziale, etnica e religiosa. I fatti risalivano al 5 marzo 2014, e per la loro gran parte si svolsero in un’aula di giustizia nella quale era in corso un processo nei confronti di una serie di militanti dell'organizzazione di estrema destra, per l’accusa, tra l’altro, di apologia del fascismo.
In particolare, Boccacci era accusato di aver riferito a una giornalista di "volere attentare alla vita del presidente della Comunita' Ebraica Pacifici - si legge nel capo di imputazione - e, segnatamente, precisando di essere un malato terminale, affermava che, un mese prima della sua morte avrebbe trovato il 'modo di farsi precedere dal presidente della Comunita' Ebraica'". Schiavulli, invece, rispondeva di essersi rivolto a Pacifici, a conclusione di un'udienza del processo in cui era imputato, pronunciando la frase "ci vediamo presto" e alla richiesta di quest'ultimo se si trattasse di una minaccia, aggiunto: "Lo vedrai, ci vediamo presto, lo vedrai". Oggi entrambi sono stati condannati a un anno e due mesi di reclusione ciascuno, nonche' a risarcire a Pacifici il danno, gia' liquidato in via equitativa in 9mila euro complessivi.
L'Associazione nazionale partigiani d'Italia della provincia Barletta-Andria-Trani denuncia "con amarezza, sdegno e preoccupazione" l'esposizione e la vendita nelle edicole italiane e su un sito di e-commerce, dei calendari di Mussolini. L'Anpi, tramite l'associazione Giustitalia, invita ad aderite ad una class action per arrivare al ritiro immediato del calendario dal mercato. "Al di la' della ipotesi di apologia di fascismo e di violazione della Legge Scelba attuativa della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione - e' detto in una nota -, invitiamo gli edicolanti a non esporre detti prodotti editoriali e tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Costituzione e dell'antifascismo a tenere la guardia alta".