Teresa Bellanova, dal Pci a D’Alema a Renzi: “Sono sempre coerente con l’essere riformista”

Il Minsitro per le politiche Agricole parla a Piazza Pulita: "Con i cinque stelle ci siamo uniti perché il rischio Salvini era troppo alto"

Teresa Bellanova

Teresa Bellanova

globalist 26 settembre 2019
Ospite di Corrado Formigli a Piazza Pulita, il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova ha parlato del nuovo partito di Renzi Italia Viva, cui ha preso parte, in queti termini: "È un partito di tante persone, di uomini e donne, che si assumono insieme la responsabilità di un progetto che vuole guardare al futuro. Renzi è un leader, e con i leader si costruisce un percorso". 
Riguardo poi la questione dell'aumento delle tasse sulle merendine, proposto dal Ministro dell'Istruzione Fioramonti, la Bellanova è stata molto chiara: "Io non voglio entrare in polemica, siamo al governo insieme e governeremo insieme. Però io penso che siamo qui per diminuire le tasse e non per metterne altre: secondo me, più che aumentare le tasse sulle merendine, dovremmo introdurre nelle scuole un'educazione alimentare, una valorizzazione dei prodotti mediterranei e salutari. L'aumento delle tasse va sempre a colpire chi ha meno reddito". 
"Io non rinnego nulla di quanto ci siamo detti noi e i M5s" ha detto poi la Bellanova. "Renzi li chiamava grullini, loro ci hanno insultati. Inutile negarlo. Ma abbiamo trovato un'intesa per evitare un rischio, che non erano le elezioni come continua a dire Salvini, ma il rischio era proprio lui, che voleva pieni poteri. L'Italia era in un isolamento grave: il rischio era che si proseguisse con una politica isolazionista, una politica che avrebbe danneggiato l’economia. Si puntava a uscire dall’euro, a uscire dall’Europa e all'elezione di un Presidente della Repubblica che avrebbe indebolito il nostro paese. La democrazia prevede del strumenti che abbiamo usato". 
"Io non sono diventata riformista con Matteo Renzi" ha poi detto la Bellanova, "La mia storia è di sinistra riformista. Io contrastavo il caporale, che era violento, che abusava del corpo delle donne. Io lo contrastavo. Andavo sulle strade insieme alle mie compagne. Questa era la battaglia. Il riformismo diceva che noi non potevamo rimanere a guardare.  Il riformismo è questo: creare un’alternativa, praticarla e su quello misurarsi senza riserve".