Nicola Morra lo dice chiaro e forte: “Torniamo al Movimento senza leader”

Se vogliamo alimentare con nuova linfa il Movimento dobbiamo fare in modo che partecipazione non cessi, come in parte sta accadendo, ma che riparta".

Nicola Morra

Nicola Morra

globalist 26 settembre 2019
Nicola Morra butta acqua sul fuoco dell’incendiaria riunione di qualche giorno fa al Senato, ma la sua idea di evoluzione è ben precisa, e non piacerà a qualcuno: “Dobbiamo ritornare all’intuizione di Gianroberto, secondo il quale la grande forza del Movimento è sempre stata quella di svilupparsi senza leader. Dobbiamo recuperare quel modello visionario”.
Sull'Huffingtonpost risponde alle domande di Pietro Salvatori: "Se vogliamo alimentare con nuova linfa il Movimento dobbiamo fare in modo che partecipazione non cessi, come in parte sta accadendo, ma che riparta".

Qual è il punto? Perché state perdendo il contatto con la vostra gente?


La parlamentarizzazione del movimento ha reso alcuni portavoce nazionali più orientati a dare risalto alla loro attività in Parlamento, o nell’ultimo periodo anche al governo, invece che ascoltare le voci del territorio. Da quando siamo nei Palazzi non ci ricordiamo troppo di frequente Beppe e Gianroberto, che sempre ci ricordavano che dovevamo stare un piede dentro e un piede fuori dalle stanze della politica.


Per questo è decisivo ripensare il modello. E ripartire dal basso, dal mondo dei meetup. Devono tornare a essere incubatori di idee, spazi di collaborazione tra persone che hanno esperienze e competenze diverse, dove dare spazio e incentivare analisi e soluzioni dei problemi locali e nazionali. Dai nostri attivisti di Varese, dalla loro esperienza, può uscire una soluzione efficace, non so, per la cooperazione internazionale, che può essere condiviso a tutti attraverso Rousseau.


Nella realtà che lei vive, quella del Parlamento, le dinamiche sembrano impostate su meccanismi decisionali profondamente gerarchizzati. Almeno per quanto riguarda le scelte più importanti


Questa proposta è finalizzata proprio ad alleviare problemi esplosi con la parlamentarizzazione del Movimento. Non dobbiamo farci assorbire dalle logiche del Parlamento e dei Palazzi della politica. Dobbiamo esportare le dinamiche che vi rimangono rinchiuse, i meccanismi, i temi anche virtuosi, le possibilità di fare cose e di come farle, che non devono essere proprietà di pochi eletti.


Luigi Di Maio ha spiegato che prossimamente verrà costituito un “team del futuro”, dodici persone che lo affiancheranno nella gestione del Movimento.


Come lo stesso capo politico ha asserito, per una forza di maggioranza così ampia come è la nostra non è sufficiente un capo politico. Servono più contributi, i contributi di tutti. Ma dobbiamo partire dalla base della piramide, non dalla testa, per arrivare a uno schema che da verticale diventi orizzontale.


Insomma, questa proposta di riassetto non la convince.


Se noi rivoluzioniamo i meetup rivoluzioneremo quello che verrà dopo. Costruendo la rete dal basso, un modello che sia quello delle origini, non ci sarà più bisogno di un primus inter pares, e di conseguenza non ci sarà più bisogno di queste articolazioni.


Il leghista Crippa dice che in almeno venti hanno bussato alla porta della Lega.


Dico a Crippa che sono in duecento ad aver bussato alla nostra porta. Tutti quelli scontenti di come Salvini ha fatto finire lo scorso governo.