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Fronda anti-Di Maio, Giulia Grillo esce allo scoperto: "Ora serve collegialità"

L'ex ministra della Salute è indicata dai rumors una degli scontentie adesso vuole che il ruolo del capo politicoabbia più contrappesi

Giulia Grillo e Luigi Di Maio
Giulia Grillo e Luigi Di Maio

globalist

26 Settembre 2019 - 08.08


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I rumors l’hanno data come molto delusa e anche arrabbiata per non essere stata riconfermata alla Salute (ma tutti sanno che Speranza è stato uno dei prezzi da pagare dopo che Di Maio ha imposto Fraccaro come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ndr) e perfino sul punto di lasciare, delusa per la piega del Movimento.
Ma adesso Giulia Grillo, ex ministra della Salute del governo gialloverde è uscita allo scoperto, anche se con qualche diplomazia che dietro le quinte non si vede: “Non voglio mettere Di Battista, che pure ritengo di grande valore, al posto di Di Maio”.
“Per me non è in discussione la persona ma il ruolo del capo politico, che è privo di contrappesi. Ci vuole collegialità nelle decisioni”.
“Non c’è alcuna fronda – assicura – e con Alessandro ci siamo sentiti solamente dopo che ho rilanciato il post. L’ho fatto solo perché abbiamo sbagliato a non essere critici con la Lega nel governo precedente, e ora non dobbiamo commettere lo stesso errore con il Pd.
Per Grillo “i dem hanno valori sicuramente più simili ai nostri, ma in questi anni li hanno spesso traditi”.
La richiesta della Grillo è quella di “aprire una fase costituente e discutere, nelle assemblee. Inutile riunirsi ogni tanto in Parlamento per un paio d’ore ore a sera tardi. Serve maggiore confronto”, perché “a oggi non siamo né carne né pesce”. “Non sono chiari i processi decisionali e la partecipazione di iscritti ed eletti è solo marginale. E non va bene”, è la sua conclusione.
Elena Fattori: il problema è il potere accentrato in una persona
“Fronda anti-Di Maio? Il problema non è Di Maio, ma il fatto che ci sia una sola persona che accentra tutto il potere. In un Movimento che dovrebbe essere democrazia dal basso questo non va bene e i risultati lo stanno dimostrando.

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Lo ha detto Elena Fattori, senatrice del M5S,
Parlando della cosiddetta “fronda anti Di Maio”, Fattori aggiunge: “E’ stata data un’interpretazione sbagliata. Io sono tra i 70 che hanno firmato. Quelle firme sono per mettere all’ordine del giorno della prossima riunione ci sia una modifica del regolamento del gruppo al Senato. Abbiamo sollevato la questione che queste assemblee sono solo uno sfogatoio, alla fine decide il capogruppo. Vorremmo – conclude – un gruppo un pochino più unito e deliberante”.

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