Di Maio approfitta del caso Vono per riproporre il vincolo di mandato (che è contro la Costituzione)

Per il leader del M5s, la soluzione per interrompere il 'mercato delle vacche' del Gruppo Misto è modificare la Costituzione

Di Maio

Di Maio

globalist 26 settembre 2019
Articolo 67 della Costituzione: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Cos'è il vincolo di mandato? Per chi non lo sapesse, è uno strumento autoritario che impone ai parlamentari di votare secondo l'ordine del proprio capogruppo. In altre parole, diventerebbe impossibile per un deputato o senatore semplice - ossia che non è capogruppo o leader di un partito - esprimere la propria opinione se questa fosse contraria alla linea di partito. Cosa che può accadere, come in Italia abbiamo spesso visto, e che è legata alla libertà individuale del singolo parlamentare. 
Ma tutto questo a Di Maio non va bene: e il leader del M5s, spaventato dalle minacce di fuga dal suo Movimento, ricorre all'autoritarismo, sostenendo che per porre fine al 'mercato delle vacche' (ossia il migrare dei parlamentari verso altri partiti) in Italia bisogna introdurre il vincolo di mandato. "Vedremo come, ma se vieni eletto con una forza politica e poi passi a un'altra forza politica te ne vai a casa, non passi al gruppo misto. Serve una stretta, queste pratiche non fanno bene al Paese". 
Il come è semplice: modificare la Costituzione. Cambiare il dettato costituzionale perché Di Maio ha paura di rimanere solo. 
A spaventare Di Maio è stato il caso di Gelsomina Vono, che è passata dal M5s a Italia Viva di Renzi. Sulla senatrice, Di Maio aggiunge ancora: "Chiederò il risarcimento di 100mila euro, secondo quanto previsto dallo statuto del Movimento cinque stelle".