Civati declina l'invito di Cuperlo: "Il problema non é il ritorno, ma dove si va..."

Il fondatore di Possibile starebbe però considerando di candidarsi in Parlamento alle elezioni suppletive di Roma insieme a Paolo Gentiloni

Giuseppe Civati

Giuseppe Civati

globalist 17 settembre 2019
Via Renzi, rientra Pippo Civati, come vorrebbe Gianni Cuperlo? Il fondatore di Possibile declina l'invito: "Cuperlo è da sempre uno dei miei preferiti benché la sorte ci abbia messo uno contro l'altro nel 2013. Lo ringrazio, ma credo - appunto - che sia solo, come dice lui scherzando. E poi il problema non é il ritorno, ma dove si va...", dice Civati. 
Civati è intenzionato a candidarsi in Parlamento alle elezioni suppletive di Roma, che si terranno dopo la decadenza di Paolo Gentiloni per la nomina alla commissione europea. Animatore della prima Leopolda insieme a Matteo Renzi, Civati non è stato eletto alle ultime elezioni politiche. Ma starebbe ora "seriamente valutando" l'idea di tentare la via del ritorno alla Camera con la candidatura all'uninominale a Roma nel collegio di Gentiloni, che include i quartieri Monti, Testaccio, Prati e Trastevere. La sua idea sarebbe quella di una candidatura aperta a sinistra.
"Nel giro di una settimana" ha dichiarato a Il Fatto il co-fondatore della Leopolda, "sono nati due partiti, molto simili tra loro" riferendosi anche a Carlo Calenda. "La decisione di Renzi è tutt'altro che banale. La sua idea di sempre è quella di stare al centro, anche perché adesso al centro c'è il M5s ed è legittimo che le forze moderate vogliano essere l'ago della bilancia, anche se nel caso di Renzi e Calenda sarebbe più corretto dire l'ego della bilancia" 
"Se Salvini continuerà a sbraitare, secondo me, si isola sempre di più" commenta Civati, "Quello che abbiamo visto a Pontida non è da uomo di governo, ma non è neanche da opposizione lungimirante. Se il governo giallorosso sarà capace di spostare la scelta del tema rispetto a quelli di Salvini, guadagnerà sicuramente uno spazio che adesso non c’è. Finora – continua – abbiamo giocato con il pallone di Salvini, con le regole di Salvini, con le parole di Salvini, mentre i 5 Stelle facevano i raccattapalle di Salvini nello stadio di Salvini. Si è parlato di lui come di un fenomeno nuovo ed eversivo, quando, in realtà, è antichissimo, visto che mi ricordo Salvini sulla poltrona quando io ancora andavo al liceo. Quindi, cambiare stadio, cambiare campo, cambiare regole del gioco forse è la cosa giusta da fare. E lo dico ben sapendo che questo governo, per come si rappresenta, è un pericolo per se stesso, perché ha in sé molte contraddizioni che verranno fuori. La strada non sarà facile”.