Chi segue Renzi e chi resta nel Pd: ci sono anche due berlusconiani

Cinque senatori andranno nel Misto. A Montecitorio si va verso quota venti.

Boschi

Boschi

globalist 17 settembre 2019

Matteo Renzi ha ufficializzato la sua scelta di lasciare il Pd. La sfida è quella di "costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso" spiega in un post su Facebook. Ma chi sono questi altri? Di sicuro una è Teresa Bellanova che, come spiega nell'intervista a Repubblica, sarà la capo delegazione nel governo: "Una leader politica, oltre che una ministra".


Tra i deputati coinvolti nell'operazione c'è anche il vicepresidente Ettore Rosato che questa mattina a 'Omnibus' su La7 ha spiegato che "non è stata una scelta facile per nessuno di noi a cominciare da Renzi. Io sono stato uno dei soci fondatori del Pd e non ho mai fatto politica 'per' il partito ma 'con' il partito. Intendo dire che il partito è uno strumento della politica, non il fine della politica. Ogni collega deciderà in autonomia, nelle prossime ore verranno formalizzati i gruppi, in maniera da essere chiari e non dare adito a discussioni che non hanno senso". "Siamo un gruppo affiatato di amici - ha aggiunto Rosato - in sintonia tra di loro, che pensano si possa fare politica senza avere la necessità di perdere il 90% del tempo in discussioni. Vogliamo cambiare, dedicando il nostro tempo ai bisogni del Paese, dove c'è tanto da fare".


"Ho firmato l'appello di Matteo Renzi per una nuova Casa. Innovativa, giovane, femminista", fa sapere su Twitter Ivan Scalfarotto.


Tra i deputati coinvolti nell'operazione ci sarebbe anche Maria Elena Boschi, la sottosegretaria Anna Ascani, Michele Anzaldi, Luciano Nobili, Luigi Marattin (in pole come capogruppo), Silvia Fregolent, Mauro Del Barba, Carmelo Miceli.


Tra i parlamentari che potrebbero seguire Renzi anche Roberto Giachetti che ieri mattina ha pubblicato un video su Fb per annunciare intanto le dimissioni dalla Direzione dem in quanto "frontman" del no ad ogni ipotesi di accordo con i 5 Stelle: "Non potrei continuare a stare in una cabina di regia politica che deve sostenere questo progetto, non essendone convinto fino in fondo. Dentro di me non possono nascondere i dubbi che ho". Anche Mattia Mor, Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Pd, Davide Faraone, ex segretario dem siciliano, senatore, sarebbero in partenza. Così come Lucia Annibali.


I 'renziani moderati' di Base riformista, la componente Lotti-Guerini, restano invece nel Pd. Alessia Morani e Simona Malpezzi, lasciando palazzo Chigi dopo il giuramento da sottosegretari, sembrano confermarlo. "Faccio un appello all'unità, io mi auguro che nessuno faccia una scelta incomprensibile per gli elettori", dice Morani e Malpezzi: "Il Pd è una casa plurale dove c'è spazio per tutti".
Anche due deputati e un senatore di Forza Italia sarebbero pronti a lasciare il gruppo berlusconiano. Con insistenza circola il nome del senatore toscano Massimo Mallegni. Anche perché, in una prima fase, i transfughi renziani potrebbero non bastare per formare un nuovo gruppo e Renzi, inoltre, vuol tenere le carte coperte e far crescere il nuovo gruppo a poco a poco. Almeno secondo i suoi piani.