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Crimi in continuità con Salvini: "Porti chiusi fino a che..."

Il viceministro dell'Interno mostra di non voler rompere il disegno di governo: "queste è sempre stata la linea del M5s, prima si ha la certezza della redistribuzione e poi si fanno sbarcare"

Vito Crimi
Vito Crimi

globalist

15 Settembre 2019 - 16.49


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Il viceministro dell’Interno Vito Crimi non intende smontare il disegno salviniano dei porti chiusi. Anzi: “Il porto resta chiuso fino al momento in cui c’è la certezza della redistribuzione, garantendo sempre e comunque la sicurezza delle persone a bordo, la tutela dei bambini e ragazzi, donne incinte e malati”. 
“Questa è da sempre la linea del Movimento 5 stelle e non cambierà certo adesso. Non è cambiato niente rispetto alla azione che abbiamo portato avanti finora, sebbene qualcuno cerchi di dire il contrario” ribadisce Crimi. 
“In questi mesi – aggiunge – il MoVimento 5 Stelle al governo ha ottenuto un risultato importantissimo: i migranti che arrivavano sulle nostre coste venivano fatti sbarcare solo dopo avere ottenuto la disponibilità da parte di altri Paesi europei ad accoglierli. La situazione attuale è esattamente la stessa: il porto resta chiuso fino a che altri Stati si attivano per gestire l’accoglienza. Nell’ultimo caso, quello della nave Ocean Viking, su 82 persone oltre il 70% sono state accolte da altri Paesi. Questo deve essere il minimo sindacale che ci poniamo come obiettivo. Siamo soddisfatti che anche il Pd abbia compreso che, prima di fare sbarcare i migranti, si debbano avere certezze in UE sulla loro redistribuzione e che anche la linea di questo governo sia rimasta la stessa. Il rispetto per la sofferenza e la tutela delle persone più fragili devono essere un punto fermo, ma non saremo succubi a logiche che per anni hanno visto l’Italia e i suoi cittadini vittime di questo fenomeno”.
“La questione è molto semplice: l’Italia non può affrontare il fenomeno degli sbarchi da sola. È inaccettabile che solo il nostro Paese si faccia carico dei migranti. Sì, perché uno sbarco implica un processo di gestione e accoglienza molto complesso, di cui l’Italia si è sempre occupata da sola, ma il fenomeno migratorio e la relativa gestione riguardano tutta l’Europa. E in questi 14 mesi abbiamo sempre ottenuto che vari Paesi si facessero carico dell’accoglienza di queste persone. Questo prima non avveniva, ed è un risultato di cui siamo orgogliosi”.
“Perché (lo ribadiamo!) per noi esiste solo un metodo: quello della redistribuzione e della modifica dell’attuale regolamento di Dublino, con il 70% di redistribuzioni quale soglia minima. La redistribuzione tra i Paesi europei – aggiunge Crimi – deve diventare una regola europea automatica e non un criterio applicabile a seconda dei casi”. 
Questi sono principi cardine della nostra azione politica. E su questo -assicura Crimi- saremo intransigenti. Di sicuro non ci troverete a urlare in piazza o in tv, a strumentalizzare politicamente un fenomeno che coinvolge vite umane, a fare show, minacce e dimostrazioni di forza”.
“Affronteremo tutto questo con la serietà che richiede, ma con altrettanta intransigenza, per ottenere il risultato che ci siamo prefissati: che la gestione dei flussi migratori diventi una questione europea e non solo italiana. Con noi al governo -conclude- nessuna vita umana sarà in pericolo, ma nessuno deve lasciare sola l’Italia”.

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