Il Conte bis è un governo sudista? Il Nord non ha nulla da lamentarsi

In passato sia il berlusconismo che il salvinismo (con tremontismi ecc di scorta) hanno dato pessima prova di sé: separatisti-secessionisti-razzist diventati un problema per tutti.

Conte, Di Maio e Franceschini

Conte, Di Maio e Franceschini

Mario Giro 14 settembre 2019
In molti si preoccupano che il nuovo governo sia troppo meridionalocentrico. Soprattutto dicono, perché il nord sarebbe all’opposizione del governo stesso. Mi pare un ragionamento di una futilità totale.
Intanto se il nord (e precisamente il nord est) è davvero all’opposizione non sarebbero alcuni ministri o vice a fargli cambiare idea. Quindi discorso inutile.
In secondo luogo il nord ha avuto in questi 25 anni la possibilità di crearsi una classe dirigente avendo governato sostanzialmente lui l’Italia. Non l’ha fatto, anzi: si è dimostrato molto al di sotto delle più umili aspettative. Sia il berlusconismo che il salvinismo (con tremontismi ecc di scorta) hanno dato pessima prova di sé. Soprattutto hanno dimostrato di non essere all’altezza di uno Stato come l’Italia, membro del G7, fondatore dell’Ue e così via. I leader nordisti e nordici ci hanno i fatto fare le più magre figure all’estero che mai erano state fatte.
Ma la cosa più grave è stato il provincialismo e il poco senso dello Stato. Benché in forma spesso vitimistica, il sud ha uno spiccato senso dello Stato e ne richiede spesso l’intervento. Malgrado la sua diversità -non inferiore a quella del nord- il sud mantiene il senso nazionale che molti al nord disprezzano ormai.
Il nord alla fine appare più provinciale delle altre zone d’Italia, meno pronto alla globalizzazione culturale anche se fa i soldi con quella commerciale. Lo stacco culturale è immenso, quasi un arretramento di civiltà. D’altra parte, si sa, quando sono i ricchi a fare le vittime, l’ipocrisia trionfa.
Essendo di origine centro-nordica (Veneto, Toscana) mi permetto di dire che il nord non ha nulla di che lamentarsi: ha fatto il pieno delle opportunità mercantili della globalizzazione senza condividere; allo stesso tempo ha lasciato crescere dentro di sé sentimenti leghisti-separatisti-secessionisti-razzisti talmente gravi da diventare un problema per tutti.
Sarebbe questo il nord a cui correre dietro?