La Casaleggio ha detto Sì, dalla Rousseau via libera al governo M5s-Pd

Con il 79% dei voti a favore, la piattaforma Rousseau ha dato il via libera al governo giallo-rosso. 

Di Maio
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3 Settembre 2019 - 07.14


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Con il 79% dei voti a favore, la piattaforma Rousseau ha dato il via libera al governo giallo-rosso. 
Il comunicato del M5s 
Nel corso di questa votazione si è segnato un nuovo record nella storia di Rousseau (il precedente di maggio 2019 era di 56.127 votanti). Dalle 9 alle 18 hanno infatti espresso la propria preferenza 79.634 iscritti, su una base di aventi diritto che, alla mezzanotte del 2 settembre 2019, ha raggiunto il numero di 117.194 iscritti. È un record mondiale di partecipazione ad una votazione politica online IN UN SOLO GIORNO.
Il picco si è raggiunto nelle prime due ore di votazione nel corso delle quali hanno votato oltre 30.000 cittadini: un traffico addirittura 10-12 volte superiore rispetto a quello del primo turno di votazioni per la scelta dei candidati del MoVimento 5 Stelle alle elezioni europee.
L’elevato afflusso di utenti sul sistema, in queste prime fasi, ha generato una “coda” di richieste che ha causato piccoli rallentamenti nell’ordine dei 10 secondi (nello specifico tra le ore 10:41 e le ore 12:00). È stato, tuttavia, in ogni momento garantito il regolare svolgimento delle votazioni.
Nel corso dell’intera procedura di voto non è stato rilevato nessun attacco informatico diretto alla piattaforma Rousseau. Sono stati invece rilevati tentativi di attacchi nella giornata di venerdì 30 agosto 2019 che, tuttavia, il sistema ha respinto immediatamente confermando solidità e sicurezza della piattaforma.
In considerazione dell’elevato afflusso di votanti, grazie alla nuova Area Voto attiva da 5 mesi, è stato possibile scalare in tempo reale l’infrastruttura sottostante (numero di nodi, scaling dei servizi di backend, capacità computazionale del DB) andando a soddisfare tutte le richieste e garantendo tutti i requisiti in termini di sicurezza e velocità. Ancora una volta il MoVimento 5 Stelle si è confermata l’unica forza politica che dà la possibilità, attraverso la piattaforma Rousseau, a tutti i propri iscritti di partecipare a scelte fondamentali e contribuire alla scrittura della storia del nostro Paese.
Il voto
“Alle 13.19 di oggi abbiamo superato le 56.127 votazioni da parte degli iscritti, è l’attuale record mondiale di partecipazione online a una votazione politica. Sono molto contento di questa dimostrazione di democrazia diretta. Il M5s è l’unica forza politica quantomeno in Italia che fa partecipare gli iscritti a scelte così importanti per il futuro del Paese”. Così Davide Casaleggio in una dichiarazione alle telecamere di La7 fuori la sede della Casaleggio Associati a Milano.
Al via dalle 9 il voto degli iscritti M5s sull”ipotesi di un governo giallo-rosso guidato da Giuseppe Conte sulla piattaforma Rousseau. “Quello che stiamo vivendo è un momento molto delicato per il Paese. E va affrontato mettendo al centro gli interessi e le esigenze dei cittadini, della comunità che tutti insieme formiamo”, si legge sul blog. Si vota fino alle 18 e si chiede di dire se si è “d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”.
Poco più di un’ora per fare il punto sulla squadra:
un vertice serale a Palazzo Chigi, al quale seguirà un’altra riunione nelle prossime ore,registra alcuni passi avanti nel team di governo che ha in mente Giuseppe Conte e che passa attraverso la trattativa tra Pd e M5S. Seduti al tavolo, per i Dem, ci sono il vicesegretario Andrea Orlando e Dario Franceschini; per il M5S il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli e il sottosegretario Vincenzo Spadafora. Tutti e quattro dovrebbero essere membri del futuro governo giallo-rosso. Per il momento una lista nero su bianco non c’e’ ma si continua a fare una serie di ipotesi sugli incastri tra nomi e caselle. Il tentativo in atto è accelerare e chiudere le trattative in tempo per permettere a Conte di andare al Quirinale se possibile già domani sera, salvo sorprese dal voto su Rousseau, o più realisticamente mercoledì. I rumors sui nomi si fanno però più insistenti.

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Come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ad esempio, sale l’ipotesi che il premier incaricato opti per un uomo di sua fiducia, che potrebbe essere quello dell’attuale segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa. Il M5S avrebbe incassato il placet per le conferme di Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede e Sergio Costa. Potrebbero entrare nel governo, oltre a Patuanelli (direzione Mit) e Spadafora, anche Nicola Morra, e Federico D’Incà, che potrebbe approdare agli Affari Regionali. Sul Viminale pende la tentazione di Luigi Di Maio, per il futuro del quale, fonti qualificate, al momento non escludono tuttavia alcuna ipotesi. Voci insistenti assegnano Di Maio alla Farnesina dove, tuttavia, secondo fonti Dem, in serata salirebbero nettamente le quotazioni di Orlando. Casella alla quale comunque il Movimento punterebbe qualora il Viminale andasse a un tecnico come il prefetto di Milano Luciana Lamorgese.

Tecnico molto quotato al momento e meno attaccabile dalle opposizioni, Lega in testa, sulle politiche dell’immigrazione, si ragiona, non avendo una connotazione politica. Laura Castelli, Marta Grande e Vittoria Baldino sono nomi che circolano in quota donne. Anche Stefano Buffagni potrebbe entrare nell’esecutivo benché, per lui, ci siano diverse resistenze da superare. La casella Economia resta in bilico tra chi vorrebbe un tecnico e chi, sia nel Pd che nel M5S, spinge per una soluzione politica che darebbe meno alibi a chi, come la Lega, accuserà il governo di farsi dettare la manovra da Bruxelles. Nel primo caso i nomi in pole sono, oltre a Salvatore Rossi, quelli di Dario Scannapieco, Giuseppe Pisauro. Nel secondo caso regge la candidatura di Roberto Gualtieri.

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Il Pd potrebbe prendere il ministero della Sanità e punta al Mise dove è forte la candidatura di Paola De Micheli. Per il Lavoro – dove potrebbe sedere anche Graziano Delrio – i renziani vorrebbero un “uomo del Jobs Act” ma difficilmente il M5S acconsentirà. Tra le fila dell’ex premier in pole restano comunque i nomi di Anna Ascani e Lorenzo Guerini. E, in uno schema con zero vicepremier e un sottosegretario “di fiducia” di Conte, aumentano le possibilità che il commissario Ue sia di colore Pd. Paolo Gentiloni è il nome che circola con una certa insistenza ormai da giorni. Da considerare, inoltre, il ruolo di Leu: in tarda serata i due capigruppo Loredana De Petris e Federico Fornaro hanno incontrato Conte e non si esclude una loro presenza nel governo: il nome in pole è quello di Rossella Muro.

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